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04/01/26

16/10/24

michele zaffarano : power pose

[dal comunicato stampa] 

“Molti pensano che / però io penso che /
non è normale che / però non sono d’accordo”


leggi un estratto


comuni (aragno, 2019), istruzioni politico-morali (all’indirizzo dei nostri giovani poeti sul reperimento e sulla assimilazione dei concetti nuovi) ([dia•foria, 2021), poesie per giovani adulti (quarantuno tentativi di esaurimento di un concetto affatto contemporaneo di lirica disposti nell’ordine dell’alfabeto) (scalpendi, 2022), tre movimenti e una stasi (tic, 2024)



29/05/24

riccardo cavallo


ridicendosi niente a che fare qui via di qui via dal punto non avendo altra scelta che scrivere la propria via d'uscita, una donna forse anche o ben più d'una fra riosecco san giacomo e frabosa ecco da quelle parti lì di un'immortalità sottratta persino all'eterno, una stanza piena di giocattoli, un sacrario metatestuale ove fuggire e restare in un moto fuori d'ogni definizione e controllo, il sipario che si apre e si chiude senza posa sul cancan fra il fiume e lo scintillio di vassoi e bottiglie, un buio fa tutto ancor più splendido, aquiloni sempre più in alto nel cielo schiuma trabocca da boccali quanta vita quanto amore


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20/04/20

riccardo cavallo : rinvii


Si chiuse il portello alle spalle, concentrandosi sull'acustico pieno di storie (hirondelles, ricapitolò pensoso, che ho fatto, che ne so, ho scritto dei fogli, matrici per un rondeau). Era già un remake, già ben prima di tutti gli inizi e tutte le partenze, lo spazio si dischiudeva su di una superficie bidimensionale: una discreta citazione botticelliana, il ruscello, la scanalatura vulvomorfa. Le frasi di partenza e di arrivo sono esclusivamente luoghi di passaggio, il loro intervallo non è euclideo. Frasi come: un rondò è una poesia di forma fissa in tredici versi su due rime, con una pausa al quinto ed all'ottavo verso, in cui la o le prime parole si ripetono dopo l'ottavo o dopo il tredicesimo verso senza essere di per sé dei versi. Chi è capace di sedere in questo modo, vale a dire al di sopra del desiderio, della materia e della non materia, ha l'approvazione di quello che è venuto. Questa natura, non dualistica, è detta essere la vera natura, che non può essere contaminata dal male né attaccata dal bene. Quando fissate la vostra mente su cose malvagie allora sorge l'inferno. Le fonti del male sono la rabbia, il desiderio, l'illusione. Attraverso l'altrui figura è intorno a sé stesso che gira, da sé a sé, approdando al letto incantato della leggenda. Solo in un angolo, nudo sporco e logoro un materasso coperto di polvere. Mi dispiace, maestro, di avervi fatto fare un lungo viaggio chiamandovi qui così da lontano. Le pareti non hanno alcun bisogno di essere dipinte perché il sutra dice che tutti i fenomeni sono illusori e transitori. Mantenne una radente luce lunare, sui fenomeni (illusori e transitori, si era detto) circostanti, giungendo a comprendere come attraverso canali doppi, o doppi che fungevano da canali di trasmissione, circolassero messaggi, frammentazioni e dettagli irreconducibili ad un insieme. Si accontentò di compilare i rinvii: non dovendo discolparsi di alcunché non raccontò nulla, pur lavorando ad un romanzo brillante, nel senso di un ricercato splendore minerale, tutto in bianco nella sua folgoranza di splendore - la posizione del redattore del testo mediale fra l'ascolto e la sua intonazione, vocale o grafica che fosse, il tempo un confuso giustapporsi di sequenze comiche, le cui coordinate si identificavano con i vertici dell'inutilità e con l'entropia tendente ai massimali, precipitati improvvisi di disordine. Non sapendo se vi fossero e quali dei in un dettaglio, seppe ugualmente che in quello si trovava un di più senza termini di paragone, che non è un oggetto.







10/06/19

andrea pitozzi : conceptual writing


Andrea Pitozzi

Conceptual Writing

Edizioni del Verri, 2019




Reframing, Uncreativity, Unoriginality sono alcune delle modalità compositive che caratterizzano la conceptual writing, un movimento di poeti, artisti e scrittori sperimentali attivi in particolare nel mondo anglosassone, e in grado di dialogare con sistemi solo apparentemente lontani da quello più strettamente letterario.
Anziché proporre delle definizioni, questo libro segue l’andamento dei fenomeni associati alla scrittura concettuale contemporanea e alle sue interazioni con altri modelli espressivi: dai debiti verso le sperimentazioni della scrittura di ricerca e della poesia concreta fino alle relazioni con l’arte concettuale della seconda metà del Novecento... [continua





01/02/19

riccardo cavallo : elogio della neotenia - legenda - allegoria degli epistolari e degli intertesti


ELOGIO DELLA NEOTENIA
LEGENDA
ALLEGORIA DEGLI EPISTOLARI E DEGLI INTERTESTI, con epigrafe da queer: uno che fra la vita ed il lavoro aveva scelto lo scrivere; e ripresa di alcuni pensieri, da nietzsche: il nostro mondo, nella sua totalità, non è che la cenere di innumerevoli esseri viventi; e per quanto il vivente sia poca cosa rispetto alla totalità, resta comunque il fatto che, già una volta, tutto è stato convertito in vita, e continuerà perciò ad esserlo. Guardiamoci dal dire che la morte sarebbe opposta alla vita. il vivente è semplicemente una specie del morto ed una specie assai rara. ulteriore epigrafe, da julio cortazar: non è altro che la remota, insistente voce con cui certe correnti del buddismo, del vedanta, del sufismo, della mistica occidentale, ci incita a rinunciare una buona volta alla mortalità.
inoltre, da hegel: quella vita che sopporta la morte ed in essa si mantiene è la vita dello spirito.
(drin drin drin): i nanetti si son svegliati, nel silenzio spettrale di cuneo, così innominabile che qualcuno dovrà pur dirlo, fosse pure in un haiku, nel frammento di un incantesimo o nella cantilena di una antichissima cerimonia, allora scrivere, non c'è altro da fare, lo scrivere pone fine a questo altro e al fare in sé, in una fuga senza fine da questa noia ignobile, invece un luminoso gioiello, lo splendore dell'ignoto e milioni d'ignoti splendori, per eccellenza musica, fate presto prima si muti tutto in merda, per oggi basta, non sarà mai un oggi, questa ed altre storie a rallegrare la sfinitezza dell'anima, cercatelo, dove si raccoglie completamente, nelle sue candide iscrizioni su bianco, là tutto è notte, nyx, il passo da erebo a eros, fra illusorie striature d'incandescente titanio
     ovunque non sia, altro non sarà dato oltre quella perfezione che s'annienta di continuo di là da sé stessa, in sé così racchiusa, una lettera ornata a decorare il nulla che continua e continua





13/12/18

riccardo cavallo : la lettera cinese di e. pound attraverso i cantos


Confucio era solito trarre, da ogni singolo verso di un'ode, insegnamenti vasti come sistemi e dettagliati come trattati filosofici; Pound aspirò, in ogni proprio verso, alla dimensione dell'ode, questo il suo progetto, il suo invio. Ogni verso è universo. Di questo risponde ogni lettura poundiana. Il rigore dello scriptor: fedeltà alle immagini. Va da sé che nel moderno la fedeltà alle immagini volga in defigurazione, fatalità vuole che vi siano sempre in agguato un Bacon, un Giacometti, un Picasso; un Ezra Pound o un James Joyce. Epifanie del moderno. Ogni trasmissione è tradimento: si ipotizza l'identità di un messaggio laddove vi sono pure differenze, singolarità irriducibili. I segni del nuovo, i soli capaci di richiamare in scena quanto da antichità remotissme si teneva come perduto. Per brevità si dice: il mito. Il mito è una parola. Una parola è una lettera. Come accade questo nei Cantos? In un dire: la pluralità del testo mitico si mostra, nella fanopea dei Cantos come in Finnegan's wake non sotto la forma sistematizzata di un qualunque ordine narrativo, ma attraverso intensità ritmiche che la scrittura mira a rendere percettibili nel corpo della lettera. La storia, incubo joyciano e da ultimo - per Pound - irrecuperabile cumulo di rovine, deposito infernale, si dissolve in immagini e segni; mythos ed epos si traducono in figure immobili, circolarmente disposte verso una traiettoria di fuga, in tutti i sensi della parola fuga. È un borgesiano altrove, la lettera come aleph, il nessun luogo in cui tutto converge.
Fantasmi cinesi attraversano i Cantos fin dall'inizio. Il primo in ordine di apparizione non è però, come ci si potrebbe aspettare, quel Confucio non privo di stereotipi del quale il Pound "politico" ama assumere la maschera, ma Zhuangzi, uno dei massimi esponenti del taoismo classico, in tutto e per tutto antagonista del confucianesimo; questi viene evocato nel c. 2 sotto il nome di So-shu:

So-shu churned in the sea.

Più in là, nello stesso canto, il tema taoista viene ripreso ed amplificato in uno scenario macrocosmico:

So-shu churned in the sea, So-shu also,
using the long moon as a churn-stick...

Si tratta di una presenza la cui irruzione pare preventivamente porre tra parentesi l'ortodossia confuciana tutta, successivamente dichiarata; consente di leggere infatti, lungo il sintagma dei Cantos, due distinte modalità di impiego nella letteratura cinese: l'una esemplificatrice, precettistica, pedagogica, ove il carattere riprodotto aspira allo status di mot juste, in sintonia immaginaria ed immaginata con la dottrina della rettifica dei nomi (zheng ming); l'altra volta alle risorse poetiche di una scrittura che è segno, ben prima che vocabolo. L'aporia del confucianesimo linguistico di Pound pare proprio nascere dal semplicissimo fatto che il significato di un carattere cinese muta a seconda del contesto: si tratta di un'aporia subita inconsapevolmente, destinata comunque a rigenerare la lingua poetica di questo secolo. Se ne trova un indizio letterale nel primo carattere riprodotto nei Cantos, xin (c. 25) al quale è affiancata la lettura:

CONSTANS IN PROPOSITO...
JUSTUM ET TENACEM

dopo un rimando a Morse nel verso precedente; piaccia qui ricordare che xin indica, oltre che "sincerità", "fiducia", "credere in" etc., "una lettera", "notizia", "invio", "corrispondenza"; e che la semantica esplicitata nella frase latina - spazio deformante della traduzione - è pochissima cosa in confronto alla portata che il carattere assume quando se ne colgano le insite stratificazioni. Si deve probabilmente al reiterarsi di tali dispositivi di senso il passaggio da una competenza sinologica fin de siècle (quella ereditata da Fenollosa) al riuso, in chiave compositiva assolutamente moderna, dei segni di una tradizione remota, che qui paiono assumere la funzione dell'oro e della luce nelle icone bizantine. Pare appunto quella Byzantium di Yeats che Pound disdegnava in quanto paradis artificiel, artificio dell'eternità; identificata sul versante cinese secondo il solito doppio registro: sogno imperiale e metafisico della luce e dell'immoto, desunta quest'ultima dal più metafisico dei classici confuciani, lo Zhongyong e quello maggiormente imbevuto di elementi taoisti fatto coincidere, in sede di traduzione e riscrittura, con l'ambito della speculazione neoplatonica che gli fu più cara (Riccardo di San Vittore, Gemisto, il Plotino rinascimentale). Sono questi i processi che costituiscono l'experimentum. Tale tradursi di tutto in figura comporta all'interno di ciascuna di esse altre figure e così all'infinito: al carattere xian (composto dai radicali del sole, dei fili di seta e della testa) tratto dallo Zhongyong è associato l'omnia sunt lumina dell'Eriugena, epifania rinnovata del moderno, mediante i segni dell'antico. La riduzione della qualità mitica ai più antichi rapporti fra suono ed immagine che secondo Jesi accomunava i Cantos e Finnegan's wake, si espande nella lettera. Da ciò, in entrambi, un andamento paradisiaco della nominazione, analogia dantesca, paradiso del linguaggio, quello stesso che dalla frase di Valéry si riversa nel poema di Lezama Lima e altrove. Indicazioni precise vengono offere dallo stesso Pound: lo splendore celeste è richiamabile "col ripetersi una dietro l'altra tutte le cose belle conosciute". Il tema estatico del paesaggio sinogiapponese del cosiddetto "canto dei sette laghi" e il motivo di Kuanon-Guanyn filtrato da uno stilnovistico troubar ("la donna contiene tutto il catalogo, è più completa; ella serve come una specie di mantra") paiono confermare questo tracciato

C. 29: And a world is coverted by jade

Non diversamente la Yourcenar di Novelle orientali: "Il pittore Wang-fo e il suo discepolo Ling disparvero per sempre sul mare di giada azzurra che poco prima Wang-fo aveva inventato".
Ezra Pound, da Roma, 8.1.1938: "L'inglese è a metà strada fra le lingue flessive e il cinese". Forse questo è il punto di crisi, da intendersi come turning point che determina il cammino metamorfico e commutativo dell'invenzione del linguaggio nei Cantos, da sé a sé, e la comoedia tutta del moto ascendente e discendente fra inferi e paradisi. Sontuosissima ed essenziale maschera, quest'ultima, per dantesche anagogie della "luce indivisa" e dell'"immoto interpenetrante le dimensioni euclidee"; artifici dell'eternità, le immagini degli dei (trattenute nella scrittura e nel suono), come i mosaici bizantini, conducono l'anima ad immergersi negli splendori della contemplazione. "For the seven lakes, and by no man these verses": così principia il c. 49 che si chiude con

Imperial power is? and to us what is it?
The fourth; the dimension of stillness.
And the power over the wild beasts.

Nulla di più remoto dal "confucianesimo poundiano", da qualunque scienza di governo, buona o dispotica che sia, da ogni economia produttiva ("they are a people of leasure") o rappresentativa imposizione di imperativi categorici. Epos della fuga, in tutti i sensi della parola fuga. Di tale fuga i Cantos sono probabilmente la partitura, essendo ogni letteratura autobiografia: anzitutto del lettore. Il motivo paradisiaco del c. 49 prefigurante quelli dell'ultima cantica, pare che derivi da un libro a soffietto giapponese in possesso dell'autore, contenente otto raffigurazioni paesaggistiche lacustri accompagnate da iscrizioni; nel pieno del ciclo altrimenti dedicato e intitolato alle riforme leopoldine, uno splendido apocrifo apre così le porte su altri universi.
Un dichiarato e proclamato spirito antitaoista ed antibuddista, mutuato di peso dal filosofo neoconfuciano di epoca Sung Zhuxi in nome dell'ortodossia, non ha impedito a Pound di darci frammenti di estetica wabi nel c. 49 (semplicità, povertà e isolamento ne sono i canoni informatori, di chiara derivazione taoista e zen); né tanto meno di porre in una posizione di massimo rilievo in quel pantheon femminile che per lunghi tratti sono i Cantos la figura di Kuanon, derivante dalla cinese Guanyn, personificazione femminle polimorfa del bodhisattva Avalokitesvara.



C. 87: nella 3^ sfera non discutere
su cui, il loto, la bianca ninfea,
Kuanon, le mitologie
noi che abbiamo varcato il Lete


C. 90: dal vento sotterraneo
m'elevasti
per mezzo del grande volo
m'elevasti
Isis Kuanon


C. 84: e in questo giorno l'aria si aprì
per Kuanon di tutte le delizie

Siamo con le invocazioni, le litanie e gli inni, ad una ulteriore metamorfosi di Avalokitesvara-Guanyn-Kuanon: dopo quella estremo orientale, dalle regioni dell'India e del Tibet fino al Giappone attraverso la Cina, a quella estremo occidentale dalle connotazioni isiache e afroditiche, energia unificatrice della natura e liberatrice dell'anima. La restitutio in integrum della Guanyn cinese (Kuan-yin nella traslitterazione poundiana) pare però accadere nel c. 97, ove il verso "Kuan-yin alla balaustra d'oro" è sovrastato dal carattere cinese ling, composto dal radicale della pioggia (yu), da quello della bocca (kou) ripetuto tre volte sotto il primo ed infine nella parte inferiore dal carattere indicante lo sciamanesimo (wu). Quest'ultima componenee è sottolineata dal poeta nel c. 104 scrivendo prima ling e richiamando successivamente il carattere wu, Nello stesso canto una successiva fanopea è associata al medesimo carattere:

Di cielo blu e di gatto selvaggio
Pitonessa
i piccoli seni neve soffice al di sopra del tripode
ling sotto la nuvola
le tre voci

Dopo infruttuosi tentativi di assimilare ling, designante una forza magica, alle virtù confuciane e alla great sensibility che fonderebbe le dinastie, Pound fornisce qui una impeccabile sinoetimologia, leggendo alla lettera i due radicali superiori presenti nel carattere. Da tali inquadrature frammentarie, forse all'apparenza periferiche è possibile risalire alla profonda duplicità che anima in Pound l'impiego dei caratteri cinesi; vi assegna da un lato (quello più vistosamente coglibile) una funzione pedagogica, didascalica ed illustrativa, che nei cosiddetti "canti cinesi" tenta addirittura di esplicitare in chiave storiografica ed annalistica; dall'altro - e sono i casi meno evidenti e i passi più intensi, usa l'ideogramma come mezzo di poesia; xenoglossia intensiva, né più né meno che nel poco amato Joyce del work in progress, abbattimento delle barriere istituzionali della lingua, epifania del moderno, poesia che rischiosamente esperisce se stessa nel corpo della lettera. È il silenzio della scrittura, che in un succedersi di superfici derealizzate, accoglie un ritmo polifonico, chaosmos irriducibile a qualunque ordine che non sia il proprio. In questo senso i Cantos sono, come Beckett aveva compreso di Finnegan's wake, la cosa stessa e non la rappresentazione di alcunché; sono quell'arte (vi si comprendano Picasso e l'astrazione, musica e cinematografia nell'ambito delle cosiddette avanguardie di questo secolo) che ancor oggi, da molte parti si finge non esservi mai stata.






18/09/18

riccardo cavallo : profilo di una visitazione sadiana "bruler son foutre" [versione]


"...lo facevano eiaculare espandere il suo sperma facendo ben attenzione che colasse sulla paletta incandescente, e lo vedeva bruciare con gran piacere".
Ventiseiesima giornata.
Tre economie: materiale / significante / libidinale; quella mediale mi pare sia anche il luogo, il topos vuoto, l'orizzonte di comparizione del tableau, della figura (- è) in movimento. Culi preservati per le deflorazioni segnati da nastri colorati e da altro. Culi abusati selvaggiamente per un qualche eccesso sempre in più, un troppo che si aggiunge a un troppo. 
Sperma da sprecare, sperma da bruciare, sperma da ingoiare avidamente, purché non fecondi.
Ritenzione forzata delle feci in funzione di tutti i piaceri alimentari e scatologici. Il comico: sfrenati quasi i Marx brothers. L'unica (?) sola (così sola!) possibile rivoluzione: immortale. Il rotolo "folle" delle giornate, una cineseria. Rendere sorprendente il già noto.
Perversione: Freud Lacan Deleuze.
Perversità: Spinoza Sade Hegel.
Problema narratologico? è il racconto a moltiplicare i personaggi o viceversa?
Il paradiso: una citazione.
L'amore: una citazione.
L'amore: una citazione; avvelenata: droga.
Paradiso purgatorio inferno: tre. Messi insieme: quattro, il tutto che non è dato dalla somma delle sue parti. 
Sade ricco di dialoghi di figure, non avrebbe annoiato Alice Pleasance Liddell, e questo è quanto.
La storia si ripete, ma la geografia bisogna ripeterla, ergo ripetiamo qui dunque una geografia della comunicazione, il processo di comunicazione secondo Sade, un grazie di cuore alla plaquette di Giuseppe Conte, Napoli millenovecentosettantacinque.


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17/09/18

riccardo cavallo : profilo di una visitazione sadiana "bruler son foutre"


Non tanto tre "livelli" economici, anzi, niente affatto: tre economie:

materiale
significante
libidinale.

Un'economia delle materie o dei valori legati alle materie: il seme da sprecare, da bruciare, da ingoiare (tutto tranne la fecondazione); la merda da trattenere fino al momento del consumo coprofagico che la rimette in ciclo; il culo tesaurizzato in vista di una deflorazione rituale (quasi un ready made) oppure usato per ottenere quell'eccesso in più che fa di un libertino uno scellerato "integrale".

Un'economia dei segni, del senso, dell'eccesso di senso, dell'assenza di senso (per eccesso o per difetto).

Un'economia del desiderio, della libido, della morte, un gesto paradossalmente finale e ricominciante.

L'opus rhetoricum è situato fra le due ultime economie, talora adatta la prima come riferimento epidittico. L'exemplum eccede la tesi, talvolta il contrario; e vi sono casi in cui, senza la benché minima contraddizione intrinseca o estrinseca, si eccedono a vicenda (bucando la retorica in questione mediante uno scambio davvero insensato)

"Lo facevano eiaculare e spandere il suo sperma facendo ben attenzione che colasse sulla paletta incadescente, e lo vedeva bruciare con gran piacere." (ventiseiesima giornata)

"Tutti sanno la storia del marchese di ... il quale, appena seppe della sentenza che lo condannava al rogo in effigie, estrasse il bischero dalle brache e gridò: 'Diocane! eccomi al punto in cui volevo, eccomi coperto di obbrobrio e di infamia; lasciatemi, lasciatemi, devo scaricare'. E lo fece immediatamente". (ventiduesima giornata)

A questo punto due formulazioni: quella riguardante la distruzione del seme, e quella, in parte omologa, concernente la perdita violenta della identità ovvero l'annullamento del principio d'identità (la "liquidazione"; per la "liquidità" sadiana cfr. Sollers "Sade dans le texte", Cavallo "quasi enunciando" 1977). Conseguentemente il tema, non solo narratologico dell'"eroe senza volto", del personaggio come funzione puramente apparenziale. Effigie, appunto.





10/08/18

adriano spatola : l'oblò


adriano spatola : l'oblò (feltrinelli, 1964)

: archiviomauriziospatola.com 

fondazionebonotto.org

via garadinervi.tumblr.com








[dall'introduzione presente nel pdf]

"Per una curiosa ma forse significativa coincidenza L’Oblò, il primo e finora unico romanzo di Adriano Spatola (un secondo Achille, forse rimasto incompiuto, giace in qualche cassetto), pubblicato nelle Comete Feltrinelli nel 1964, è riapparso negli Stati Uniti in versione inglese 47 anni dopo: e 47 sono gli anni che il poeta aveva al momento della morte, avvenuta nel 1988. Del romanzo si riproduce qui il primo capitolo sia nell’originale italiano che nella traduzione americana., a cura di Beppe Cavatorta e Polly Geller. Il primo è anche autore di un’incisiva postfazione. Il libro statunitense, di 112 pagine, è una coedizione Otis Books di Los Angeles e Seismicity Editions di New York, costa 12,95 dollari e può essere ordinato presso la Small Press Distribution (e-mail: orders@spdbooks.org)."



29/12/16

Gianluca Garrapa: Quasi-automico e Automico


Quasi-automico e Automico
Q-a
le strade sono piene di umidità poiché la televisione immagina profondo rosso. 
le scale non sai se ascendono o discendono finché non le percorri e prima di ogni laccio.
l'uomo e la donna recitano in una vecchia scuola misteriosa arresa all'illuminazione.
poi scelgo un davanzale dove fiorire in silenzio: il sole, pure se non lo vedi, c'è. un po' come


A

Sto pensando di fare una cosa che mi hanno votato, fallo tu, ma se mi dici che è vero 8 di racconti 93mila, ma 72. La selezione musicale è stata fornita dalla conoscenza di base, che si disegna dall'alba a tutti i miei genitori. Per questo motivo vi saluto cordialmente ed il destinatario del mondo e che non è un periodo di prova. Ciao a me.


Q-a

la sintomica dell'informazione influenza con batterica forza semibiscroma +

in che si alternano le stagioni quando la frutta è trans-stagionale?

pareti filastrocche borborigmi frontocefali
 
confettori miele +

e così di precedenza in regressione
 
fino all'adesso d'uno svenimento vocale +

piuttosto dovrei chiedermi che senso
avrebbe mai
una qualsiasi risposta
 

quando il fiato crocchia su foglie argentate di luna.

nell'universo opposto.
A
Buon pomeriggio a un altro giorno di lavoro temporaneo. La selezione delle migliori marche a prezzi economici e politici. La flotta di lavoro che faccio è un periodo di prova. La ringrazio anticipatamente per il ritardo. La mia idea era un po più che bene. Il loro utilizzo è consentito esclusivamente al momento della spedizione. Per questo motivo vi saluto cordialmente. Buonagiornata al fuso orario adatto.


Q-a
emettiamo molecole di suoni per disdire continui contratti 
olfattivi
 

le sacche di disputa zeta non fanno
odori acrilici
 

per nulla tronchiamo amicizie che
durano pochi secondi
 
solo voltando la sguardo
 
dall'altra parte dall'altra particella
 

la saccenza dei gerani omosessuali
quando i tendini dell'acrobata baciano
i suoni perpetui di rugiada
 

sono questi: i clorofortuiti del sompo.


A
Buon fine settimana di agosto, con una macchina virtuale di racconti e poesie pornoquantiche. La prossima primavera è stato un errore. La flotta di cui abbiamo bisogno, e che quindi non è una questione di legittimità costituzionale, non mi sembra molto interessante. Dunque non ho ancora capito.


Q-a


onamaturgia di sentire macchina
 
perché?
e le tue tavole prima di sostanziare il cielo in terra
ruote sedie branchi voce smalto fuoco caffettiera
 
quando?
in qualunque cassetto tieni le mani
non sempre il come si