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03/04/20

(scrittura di) ricerca senza virgolette / marco giovenale. 2020

Saranno almeno cinquanta-sessant'anni, più di mezzo secolo, che in Italia si parla di ricerca letteraria, così come - ovviamente - di teatro di ricerca; senza contare che in Francia l'espressione musique de recherche risale agli anni Quaranta del Novecento.

Estendendo il discorso, qui mi limito a un piccolissimo numero di esempi, delle dozzine che si potrebbero portare (e su cui uscirà altrove un mio articolo, prossimamente).

Alfredo Giuliani, il 3 ottobre del 1963 a Palermo già chiariva: "una cosa è la letteratura d’intrattenimento, altra cosa la letteratura di ricerca e di conoscenza". La collana che Einaudi vara nel 1965, a tutti nota, si chiama "La ricerca letteraria". L'espressione ha già almeno tre decenni nel momento in cui entra nel piano dell'opera Letteratura Italiana Einaudi, diretta da Alberto Asor Rosa (il tomo 4 del vol. 2 dell'opera, uscito nel 1996, dedicato al Novecento, si intitola precisamente La ricerca letteraria - anche se stringe il fuoco dello sguardo principalmente su Calvino).

La dizione "ricerca letteraria" nella rivista veronese «Anterem» appare per la prima volta con il numero doppio 11-12 dell’agosto-dicembre 1979.

Il libro Poesia italiana della contraddizione (a c. di Franco Cavallo e Mario Lunetta, Newton Compton, Roma 1989) fin dalle introduzioni sembra lasciare spazio a pochi dubbi, in termini di poetica. Ma anche limitandoci alla quarta di copertina troviamo, addirittura in grassetto e incorniciata da una quadratura rossa, questa descrizione: "Un’antologia di voci e di tendenze che opera una sistemazione provvisoria rispetto a quanto in un’area di ricerca avanzata si è fatto in poesia da parte di autori appartenenti a diverse generazioni".

Dal 1993 al 2004, soprattutto per merito di Renato Barilli, si tengono a Reggio Emilia gli incontri di "RicercaRE", poi trasposti, dal 2007 in poi e col titolo di "RicercaBO", a San Lazzaro di Savena e poi a Bologna.

Nella rivista «Baldus» (1990-1996) le occorrenze di "ricerca" e "poesia di ricerca" non si contano.

Una storica, importante rivista come «Rendiconti», diretta da Roberto Roversi, riprende le pubblicazioni (dopo un'interruzione iniziata nel 1977) assumendo dal luglio 1992  il sottotitolo "Quadrimestrale di ricerca letteraria". L'anno dopo, Renato Barilli e Filippo Bettini curano il volume 63/93. Trent’anni di ricerca letteraria. Convegno di dibattito e proposta, Elytra, Reggio Emilia 1993.

Per gli autori della mia generazione le espressioni, "ricerca", "scrittura di ricerca", "poesia di ricerca", "ricerca letteraria" (o "in letteratura"), tra fine anni Ottanta e inizio del XXI secolo, erano di fatto fortemente percettibili come già ereditate da eredi, trasmesse a prescindere da noi. Solide.

Parla di «ricerca» (e convoca testi di autori di poesia e scritture così definibili) Paolo Zublena, nell’antologia da lui curata per il n. 135 (2005) di «Nuova Corrente».

Direi infine, senza altri addenda, che in questi ultimi vent'anni la ricerca, magari malvista, rivista, criticata, rimodulata, è stata presente come entità palesemente accolta dal e fissata nel contesto letterario.

Nonostante ciò, nell'anno 2020, ancora alcuni critici e studiosi sentono il bisogno di metterla tra virgolette. Poesia o scrittura "di ricerca". Come se mettessero tra virgolette "computer", o fotografia "digitale". L'astio che li separa dalle punte sperimentali del Novecento è pressoché inscalfibile.

   

23/01/17

syn_scritture di ricerca


SYN_SCRITTURE DI RICERCA






...Il modo migliore di indagare e conoscere la scrittura di ricerca è pubblicarla. Dare diffusione alle opere. È l’intento di SYN, nel più ampio contesto delle edizioni IkonaLíber...

Marco Giovenale, curatore della collana


















29/12/16

Gianluca Garrapa: Quasi-automico e Automico


Quasi-automico e Automico
Q-a
le strade sono piene di umidità poiché la televisione immagina profondo rosso. 
le scale non sai se ascendono o discendono finché non le percorri e prima di ogni laccio.
l'uomo e la donna recitano in una vecchia scuola misteriosa arresa all'illuminazione.
poi scelgo un davanzale dove fiorire in silenzio: il sole, pure se non lo vedi, c'è. un po' come


A

Sto pensando di fare una cosa che mi hanno votato, fallo tu, ma se mi dici che è vero 8 di racconti 93mila, ma 72. La selezione musicale è stata fornita dalla conoscenza di base, che si disegna dall'alba a tutti i miei genitori. Per questo motivo vi saluto cordialmente ed il destinatario del mondo e che non è un periodo di prova. Ciao a me.


Q-a

la sintomica dell'informazione influenza con batterica forza semibiscroma +

in che si alternano le stagioni quando la frutta è trans-stagionale?

pareti filastrocche borborigmi frontocefali
 
confettori miele +

e così di precedenza in regressione
 
fino all'adesso d'uno svenimento vocale +

piuttosto dovrei chiedermi che senso
avrebbe mai
una qualsiasi risposta
 

quando il fiato crocchia su foglie argentate di luna.

nell'universo opposto.
A
Buon pomeriggio a un altro giorno di lavoro temporaneo. La selezione delle migliori marche a prezzi economici e politici. La flotta di lavoro che faccio è un periodo di prova. La ringrazio anticipatamente per il ritardo. La mia idea era un po più che bene. Il loro utilizzo è consentito esclusivamente al momento della spedizione. Per questo motivo vi saluto cordialmente. Buonagiornata al fuso orario adatto.


Q-a
emettiamo molecole di suoni per disdire continui contratti 
olfattivi
 

le sacche di disputa zeta non fanno
odori acrilici
 

per nulla tronchiamo amicizie che
durano pochi secondi
 
solo voltando la sguardo
 
dall'altra parte dall'altra particella
 

la saccenza dei gerani omosessuali
quando i tendini dell'acrobata baciano
i suoni perpetui di rugiada
 

sono questi: i clorofortuiti del sompo.


A
Buon fine settimana di agosto, con una macchina virtuale di racconti e poesie pornoquantiche. La prossima primavera è stato un errore. La flotta di cui abbiamo bisogno, e che quindi non è una questione di legittimità costituzionale, non mi sembra molto interessante. Dunque non ho ancora capito.


Q-a


onamaturgia di sentire macchina
 
perché?
e le tue tavole prima di sostanziare il cielo in terra
ruote sedie branchi voce smalto fuoco caffettiera
 
quando?
in qualunque cassetto tieni le mani
non sempre il come si





02/09/13

Jim Leftwich e la “Pansemic Playhouse”

 
In questi anni recenti, oltre a lavorare in numerosi ambiti verbovisivi, e ovviamente nelle aree della poesia concreta e visiva, del glitch, della fotografia, del collage e della mail-art, Jim Leftwich ha ospitato materiali altrui, organizzando veri e propri archivi in rete, tutti o quasi tutti legati ai molti blog a cui collabora, ma soprattutto alle sue pagine http://www.flickr.com/photos/textimagepoetry/ e http://textimagepoem.blogspot.com e ai vari festival e iniziative (collab fests, o marginal arts festivals) di arte e di scritture sperimentali ai quali ha preso parte, a Roanoke (Virginia), la città in cui vive.

L'accumulo di materiali, altrui e propri, che questi anni di lavoro (e i precedenti) hanno portato è impressionante. Molti – degli anni 2005-07 – sono archiviati in un’apposita pagina allestita grazie a John M. Bennett dalla Ohio State University: http://library.osu.edu/finding-aids/rarebooks/TextImagePoemArchive.php.

Molti altri, specificamente di Leftwich, sono spread all over the world, diffusi ovunque nel mondo sia in forma cartacea (spedizioni, invii) sia in blog e siti i più diversi. Anche una superficiale ricognizione su google testimonierà della straordinaria diffusione di opere di Leftwich, o di sue collaborazioni (collab works).

Da circa due anni, da luglio 2011 ad oggi, anche con periodi in cui l'attività di postaggio è quantitativamente minore, Jim Leftwich sta inoltre pubblicando sul suo già ricchissimo e generoso spazio flickr una serie intitolata Pansemic Playhouse. Si può prendere visione dei vari “set” che la compongono a partire dalla pagina citata sopra:


Una playhouse è una casa giocattolo, una casa dei giochi. Nel progetto e idea di una simile casa “pansemantica” molti elementi assai felicemente e positivamente convergono. Per ragionarne, direi di tenere presente sullo sfondo, come elemento differenziale, l'orizzonte della “asemic writing”, ossia della scrittura asemantica. Leftwich, per altro, è stato uno dei primi statunitensi a occuparsi di asemic writing in maniera sistematica, a partire dagli ultimi anni del Novecento (in colloquio con John Byrum e Tim Gaze).

In Pansemic Playhouse, al contrario che nella scrittura asemantica, e – davvero – in rapporto differenziale netto con questa, Leftwich espone/sovraespone, accumula e moltiplica immagini e materiali anche casualissimi (classico e ritornante è lo scatto assolutamente random da cellulare) in cui tutto è semantico, tutto acquista un rilievo di senso, in qualche modo. E, questo, non volontaristicamente, ma come una sorta di emersione (data per oggettiva anche se conscia del fatto che oggettiva non sarà mai) dell’evidenza di senso di ogni nostra percezione. (Insisto: a specchio e differenza dei percorsi asemantici di alcuni segni grafici).

Leftwich è perfettamente cosciente del 'brutto' e del 'non riuscito' in alcuni scatti e immagini, ma quel che a lui interessa è il versante 'costruttivo' dello sguardo stesso di chi apre immagini e sequenze. Al centro del meticoloso progetto di una casa/catasta pansemantica sta insomma un’idea legata all’affioramento non casuale ma quasi cronometrico, prevedibile, inevitabile, di un costante microrilievo di senso, una traccia aggiunta possibile, che sta dunque proprio al fondo di ogni – veramente ogni – cosa ed esperienza). (Tutto ciò ha in parte anche interessanti – pur se non inediti – risvolti etici).

Il progetto di flusso visivo che conserva numerose versioni di uno stesso frame è in fondo analogo al sistema di varianti moltiplicate (e variazioni non necessariamente infinitesimali) apprezzabile nel vasto progetto testuale – e visivo – di Six Months Ain’t No Sentence, per adesso diviso in 50 libri gratuitamente scaricabili dall’indirizzo differxhost seguente: https://app.box.com/s/l76xlrg78e5s8evbi4c4. Altro tassello del colossale lavoro di sperimentazione di Leftwich.


*
alcuni link aggiornati:
http://jimleftwichtextimagepoem.blogspot.it/2013/09/pansemic-playhouse-1-600-jim-leftwich.html
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27/08/13

_Six Months Ain't No Sentence_ by Jim Leftwich @ differxhost "BOX"


differx and differxhost [see here and here] host right now the books 01-50 (from year 2011 to year 2013) of "Six Months Aint No Sentence", texts and works by Jim Leftwich

[+ a file by John M. Bennett, re-working on J.L.'s texts]

 All the pdf files are freely downloadable here.

(CC) Jim Leftwich, 2011-13 
acknowledgements:

announcement here too: