
04/06/09
26/05/08
08/12/07
Greta Rosso: Senza progetto.7
1. Il punto primo potrebbe recitare questo:
"Dimentica ogni cosa che scrivi".
Ma sintatticamente non lo comprendo.
2.Ogni cosa si può scrivere.
Senza tuttavia pretendere
di averla scritta.
3.Un antico trattato sul linguaggio erotico della sonnolenza
afferma che le sole parole di valore
sortiscono durante le fasi r.e.m..
4.Il giornale di oggi invoca il ritorno dell'amanuense.
Lo riporto brevemente qua pigiando dei tasti.
Come li ha pigiati l'autore dell'articolo.
5.Poiché pone un grosso fiocco sulla mano ferma,
questa si crede ballerina e danzante.
In realtà non s'è mai mossa né ha scritto nulla, e così via.
6.La totale assenza di sé dalla poesia
richiede uno sforzo notevole inammissibile.
La critica lo conferma. Io, per me, non ci penso mai.
7.e: dovremmo ricordare:
ci sono corridori dei quali nessuno parla mai
(didascalia a una poesia fotografata inavvertitamente)
8.Il linguaggio assegnato alle poesie del futuro
io non lo credo affatto.
Non è nemmeno sottocutaneo.
9.Allora io ho aspettato. Ho descritto:
Ho iniziato il mio lavoro: essere invadente già alle ore otto di mattina.
Senza per questo farne un dramma.
10.Quindi, leggo, dovrei mettere in discussione
di esserne genitrice. Ma come negli scritti
su questa pelle si vede lo stesso disegno del tempo.
(Una poesia in nr. punti senza rimedio
non dovrebbe supportare grafemi fratti, nevrotici.
Ma io scrivo le poesie con le ginocchia.)
07/10/07
Greta Rosso: Piano cartesiano
Se assi ci fossimo
se solo ci fossimo
incontrati
trovati come da piano
cartesiano
incrociati in un punto
se un postulato fosse stato
a unirci e farci
necessariamente
punto
c'avesse deciso una formula
di dati di ricevuti di ordinati
Insomma
il punto voleva essere:
Se assi ci fossimo
davvero incrociati
e non
solo
un verso ricopiato
18/08/07
Greta Rosso: Grandine
è che noi avevamo smesso
di crederci:
la grandine, e i gradini di ametista che ri-
salivano le nostre cortecce cerebrali senza mai
giungere a meta effettiva
o solo la metà inattiva di un'intenzione
affatto accettata
avevamo smesso di crederci, di
posare croci sulle nostre mani da letargo, di
contrattare con il cuore rincretinito un nuovo
sistema nervoso
dove sentire sarebbe stato infine sentire e non più
pensarci sopra:
la grandine, quand'è arrivata
non ho dovuto levar le tende
perchè ero già altrove
ricominciato a crederci che
c'era ancora da rannicchiarsi
e ammirare questo cielo che viene giù e cola via
proprio come
(un ostacolo senza corridore)
17/05/07
Greta Rosso: Cronache senza alluvioni
poi dirci:
cosa abbiamo imparato dai film d'amore?
che il lato è sempre quello sbagliato, che il lato è sempre quello giusto-
e cosa dire di certe dimostrazioni pratiche di noia?
ah, luxuriance, ah, progrès, comporci canzoni che allora eviscerino-
come erigere liturgie inutili?
se in tempo di carestia sapremo davvero toccarci le mani senza le ossa,
se in tempo di guerra avremo qualche luce in più alle finestre,
se in tempo di alluvioni riusciremo a soffiarci addosso senza sbuffare-
nessuna piccola guida al riciclo degli emisferi.
un aprile che pulsa, incalza, trasmette e noi accenderlo e farlo nostro.
11/05/07
Greta Rosso: Sette note atroci a ritroso, dicono possa abrogare certe apocalissi, e si portò avanti la Colonia, la Colonia instabile.
-Mi muovo talvolta sotto nomi diversi, nomi che hanno i bambini che nessuno picchia mai. Ogni giorno mi guarderanno negli occhi senza sapere che quando a casa qualcosa va storto digrigno i denti schiumo e bestemmio.
Resta solo un ricordo fetente, abbagliato, dello stare al mondo in quei pomeriggi sospesi, la stanza fredda in penombra, i vestiti arrotolati come un furto.
(nessun movimento: nell'ombra la mano si congestionava sul suo collo)
(e: senza fiatare)
L'angolo retto di tanta perfidia merdosa, vasta e pulsante +
perchè altrimenti dovrei pensare che ti sei rincretinita, o qualcosa. = _____________________________________________________
ecco infine a parole il fiore tardivo della mia rabbia.
1-Come mozzi glabri, raccontarsi di un viaggio che si può fare anche con la nave capovolta: il ponte sommerso in acqua, bolle cupe nelle profondità palesano il movimento.
2-I respiri permangono rotanti: anidride carbonica che parrebbe prossima all'orale sortita, e rifugge ululando giù nei polmoni alla vista dell'aria pulita; l'aria carica di ossigeno lanciata col petto in fuori alla volta del cavo, e se la da a gambe di fronte agli spaventosi scarti di una respirazione che tutto distrugge, impantana, affoga.
3-Vorremmo almeno essere un'architrave. Di qui non passerebbe l'artista, l'impulso genitale, la donna, il conte in vestaglia, il culo, il risveglio, l'estasi. Ma estasi è un vocabolo sgradevole e riesce a passare, mentre ridiamo della sua goffaggine, e viene ri-elevato al rango di certezza.
4-L'espletamento del mio dovere di ora è inconcusso, ma non sufficiente. Una lezione di fisica imparata a memoria. Non posso più rispettare il sapere. Quell'unopiùuno non trova risultati concordi. So solo il quadrimestre, e il suo nome è tautologia.
5-Orbene io ti dirò: occorre dirigere, rendere reversibile, riconoscere come ingenerato. L'unica risposta è senso di insoddisfazione nel basso ventre, mi alzo e vado a pisciare
6-Ogni sensazione, che sia durata anche meno dell'Istante di protocollo, è imperitura e ora insopportabile.
7-Moira non vorrebbe questo. Non lo vorrebbe così.
8-Sì.
9-No.
10-(è impronunciabile, ma il silenzio lo svela)
07/05/07
Greta Rosso: Verbale del cameraman (stralci)
così dice e rientra con le ginocchia prive di quegli accenni alla paura, di scatti nervosi, il viso neppure sgomento. Lucidando gl'occhi le prende il mento fra le mani ma subito si discosta, no questo è un altro film, non posso stringerti fra le braccia e buttarmi in una qualche mischia che abbia in segreto il tuo nome.
06/05/07
Greta Rosso: Rabbia dal centro alla massima circonferenza per corteggiarne l'epilogo
I
Dopo aver mangiato l'ultima fetta di torta, ne chiesi un'altra, e un'altra ancora.
II
Non avrai altro imbuto al di fuori di me.
Nel mio collo sarai costretta a piegarti e ripiegarti più volte per raggiungere l'ideale sottigliezza e passare oltre. Se ti volterai dovrai ricominciare da due giorni prima, per cui fa' attenzione ai più piccoli movimenti oculari. Potrai riprendere forma solo a contatto con il vetro, niente ceramica, plastica, latta: solo su vetro ti verrà permesso di tornare alle tue fattezze. Non ingiuriare la mia lega perchè ti è ignota e non è saggio criticare ciò che non si conosce. Non tradirmi o pagherai con la tua forma. Non uccidere.
III
Ho visto il seme schizzarmi fuori dal dito. Ho visto fiori spuntare dal tessuto putrido dei miei nervi. Ho visto il pavimento ripiegarsi sotto ai miei piedi fino a permettermi solo lo spazio per una postura da gru. Ho visto squame scorrere dai miei occhi, e non era raffreddore. Ho visto il cielo farsi uccello, e uccelli farsi azionisti. Ho visto umori adesivi sul mio braccio e me staccarli come cerotti. Ho visto scaglie di cellulosa e sparite le tracce della mia poesia. Ho visto i miei occhi chiusi per tutto il tempo.
IV
La ragazza si siede. Accosta alle labbra un fischietto a forma di tartaruga e modula poche lunghe note. La sua tariffa telefonica è troppo alta e entro il mese perderà il braccialetto preferito. Il negozio di scarpe poco più avanti nella via ha la saracinesca abbassata.
V
Gioco bene. Questo non significa che approvi le regole.
VI
soverchiata dalla somma della follia- soverchiata dalla somma della follia- soverchiata dalla somma della follia- soverchiata dalla somma della follia- soverchiata dalla somma della follia- soverchiata dalla somma della follia- soverchiata dalla somma della follia- stop.
26/04/07
Greta Rosso: Il nome della cosa (la cosa senza nome) A una doppiatrice di Ingrid Bergman
è costato molto arrivare quassù
lui si occupa di battute (un settore in forte crescita)
"oh, guarda, la tua maschera è caduta"
ho detto autostrada, intendevo strada
la luce è abbacinante c'è latte grigio nel brillio dei nostri occhi
(chiusi)
alla domanda "le piace Brahms?"
dovremmo tutti accertarci di non saper rispondere.
Quindi documentarci.
25/04/07
Greta Rosso: Distico per mezzo di separazioni
Corpo uno: monologo
Non ti commuove l'asse centrale
attorno al quale ruota la mia bocca?
A turno, vedo, le parole ti presentano:
a- le parti ruvide del mio carattere, come l'associazione
tra gomito e stanchezza
b- le parti morbide del mio carattere, come l'associazione
tra spalle e stanchezza
e dovresti scegliere, ma resti incastonata
in uno scarto di tempo che non ti prende
attiva, nè capace, solo altrove.
Corpo due: in piedi
L'indiscutibile fascino del triangolo scaleno è
confinato a un'atmosfera canfora da preadolescenza.
Rimanemmo ore ad ammirare i lati iniqui
e il loro netto imporsi sui campi innevati.
Le orde barbariche sfuggivano il loro destino
e il vate, io no, non l'avrei mai baciato.
Solo la flora e la fauna
non hanno avuto ripercussioni.
Come allora alzo mura
quando non voglio ascoltare.
