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25/08/25

riccardo cavallo : legenda



dell'alluminarsi di fogli e pellicola 
sulla costiera genovese nella topologia 
immaginaria dell'Ytalia di Cimabue
ritrovarsi - senza sigari fra l'albero le 
palme i cigni dentro le ninfe nell'Ytalia
mai esistita di Cimabue e sul retro di 
biglietti ferroviari usati e tabulati
d'orari dell'alto medioevo fra il fumo
della pipa che si leva e il rarefacentesi
infittirsi delle ramaglie stemma di tutte
le scritture possibili da Junger
all'orgiaste e ritorno tutto va e viene
nella e dalla pellicola in raggi di luce e
cerchi d'ombra passando dalla convessità
circolare dell'obbiettivo la manciata di 
secondi d'ogni effettuarsi quando venuta 
meno ogni effettuazione quel che è
chiamato la fine altro non è che il 
fulgore dell'ozio, è rosa chiede un 
qualcosa un foglio su cui volteggiare e
fermarsi





02/08/24

riccardo cavallo : allegorie della scrittura


qui la contemplazione definitiva che pone termine alle avventure della black army, un melange di uccisioni stupri e saccheggi senza nessun ordine di priorità né alcun'altra forma di ordine, troppi debiti di gioco per tornare indietro - invece qui fra caffè neri sfoglie involti ripieni e brucia incenso per la dea e ne sale fumo al di sopra della scrivania cosparsa di monete e pacchetti di sigarette se si tratti di mnemosine elencata fra i titani oppure insieme della distruttrice dei ricordi e di ogni male non c'è comunque motivo al mondo per andarsene di qui non c'è neppure il mondo

verso, il rovescio della prosa - si fa in fretta a dire rottura del tempo lineare quando anzitutto è questione di componenti minime dello spazio -- gridano l'un da una parte l'altro dall'altra dai portelloni aperti né sai dove vai dove sei se sei sono quelli del sindacato trasporti ogni sera pesce fritto per tutti ben attaccati al frigo delle bibite ed al mobile bar - e tutto era già là dipinto finanche in specularità anamorfiche sulle pareti del santuario, dal fiume più alcuna energia perniciosa, nemmeno la mancanza di idee che fondava tale credenza… piuttosto certe profondità spumeggianti che più niente esiste






29/05/24

riccardo cavallo


ridicendosi niente a che fare qui via di qui via dal punto non avendo altra scelta che scrivere la propria via d'uscita, una donna forse anche o ben più d'una fra riosecco san giacomo e frabosa ecco da quelle parti lì di un'immortalità sottratta persino all'eterno, una stanza piena di giocattoli, un sacrario metatestuale ove fuggire e restare in un moto fuori d'ogni definizione e controllo, il sipario che si apre e si chiude senza posa sul cancan fra il fiume e lo scintillio di vassoi e bottiglie, un buio fa tutto ancor più splendido, aquiloni sempre più in alto nel cielo schiuma trabocca da boccali quanta vita quanto amore


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29/03/23

riccardo cavallo : feuilleton a zero

Dietro il lascivo gioco di guardare la necessità disperata di vedere-estas cosas, no estas palabras, que son mi pobre traduccìon temporal de una sola palabra, feuilleton a zero, cut-up agency, satzenschrift, qualchecosina alleggerisca la vita, un po' das ist das ende, un risveglio ai primi gradi del cancro, appena trascorso il solstizio, forse ginevra, intendendosi a propri piaceri in nessun giorno della settimana, di nessun mese né di anno alcuno, occorsero ere millenarie, questo il programma una combinatoria strutturale, regole che incarnano l'anarchia, il che non indica alcuno strato di determinata o determinabile leggibilità tutto quello che può essere fatto può essere fatto con poco, contro cartesio, dominio della grazia, il dono contro ogni legge, fra virgolette, di necessità, la regola non è codificata, le due spire si muovono verso occidente s’attorcono e non v’è corpo, una figura ballata soltanto, un soffio senza volto, un respiro intorno a nulla, against the day, vs. diem, è l’occidente questo, idillio dell’amante cannibale nata di marzo, nata balzana, casta che sogna d’esser puttana, e del semidio necrofilo
 
nonché la segretezza degli ingredienti. Intanto la mocciosa slargava le gambe al massimo tutta intesa all'atto, convinta nessuno vedesse, la treccia oscillava. e gli orecchini rilucevano secondando il ritmo del treno - così libera in un mondo di schiavi. Di come non fosse fallica la pietra di Surlej, non traccia dei caratteri, il cielo e la terra tremano, gli dei invocano aiuto e i demoni piangono per tutta la notte - piccole donne decrescono e regrediscono a questo cazzo (revocare gradum: sommario dei capoversi e fors'anche delle chiuse) preso in bocca. nella posizione detta del corvo o sessantanove - suavis mamilla, irriducibile ad oggetto alcuno; nel pregiato volumetto le cifre d'un complicatissimo incesto senza parentele, un puro algoritmo di trasgressioni, un uso ipersessuato della lingua da zero a due e da due a zero, posto che l'arte non abbia sesso per il semplice fatto di essere inserto, in forma di lettera agli editori: non vende per ovvio blocco di respiro e tortura di notti insonni - se ne sancisce l'estinzione. fra torino e gerusalemme una capatina al bar. la psiche senza sostanza come l'arcobaleno, così la 'gente' è per il mistico un'illusione, simile in ciò alla materia, che i fisici considerano una forma di energia con tutte le partite finite, concluse, terminate, ulteriormente richiuse, parlare amori ed hai annullato tutti - non è in nome di un mondo migliore o più vero che il pensiero coglie l'intollerabile di questo mondo, al contrario il pensiero non può pensare un mondo né pensare sé stesso proprio perché questo mondo è intollerabile. l'intollerabile non è più una grande ingiustizia, ma è lo stato permanente di una banalità quotidiana - scritto da uno che torna subito. He pushed his fingers all the way in, the girl moaned and raised her haunches, he felt the tips of his fingers brush something to which he instantly gave the name stalagmite, si scrive per rendersi la vita possibile, nessuno possiede sessualmente un’altra persona, compete all’arte d’essersi abbattuta a molto a tutti Dioneo ridendo disse: lui solo restava due denari finita la lunga novella?
 
 
 


11/08/21

riccardo cavallo : notes magico 1 e 2


leggo, avevo giudiziosamente, per avvertimento ermeneutico, aperto gli occhi, nell'attesa spasmodica del Verbum - Tuo -: quanto da Te elaborato, nel caldo della Tua officina, rasenta il 'metro' della Critica in posizione MetaCritica. non tutti gli abitatori dl tempo sono (h)militi (h)omini, ed ecco che Tu vai per i Tuoi Sette Dèmoni.

questo vo dirTi a un minuto primo di lettura:

Cavaliere, non passare invano innanzi al Monumento della Civiltà Solare, so che le sue fiamme potrebbero bruciare le tue ali, ma la prova sìa con te, o mio Cavaliere o Capitano dell'Atto con l'ausilio del tuo cantore preferito! come potrebbe saltare dinanzi con acrobata performativa il cavallo di razza e suoi Castore e Polluce? e si quieta, sul far della sera, chi, docile sangue aspiratore, è al raccolto del messaggio propizio.

il linguaggio: sempre più ambiente e meno dimora, supreme fiction o ens realissimum, labirinto  più che sentiero - Heidegger (perdutosi talora in vaghezze dopo il brief) l’ascoltatissimo Severino (nel quale poco si trova che già non fosse nell’inascoltato Giorgio Colli) come sfondi presenti ed insieme remoti, materiali da costruzione; però: orizzonti varcati, forse in direzione Borges-Derrida; ambiente, non rappresentazione di.

 Repertori labirintici. Ipergrafie. metagrafie: meta testuali? Cosa non lo è?

Qui si fa questione di un conio lacaniano, non l’essere parlante, che è fantasma aristotelico, ma il parlessere (parlare-essere), nel suo misterioso coincidere con i parametri stessi del vivente, anche se più che conio di lacaniana memoria potrebbe dirsi di italiano oblio, che qui si esigono referenzialità ed articoli consimili

contro scritture e pensieri.

Scrittura del segno stesso, detronizzazione dei paradigmi, prima che parole sono segni, semiosi illimitata (Peirce). Senza più darsi arie d’opere ed autori: ergàne, l’operatrice (ted. Bewirkerin, forse) è la scrittura, non l’autore o l’opera, ed è nella lettura che acquista interi cicli di vite successive e precedenti, un infinito numero di volte.


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01/02/19

riccardo cavallo : elogio della neotenia - legenda - allegoria degli epistolari e degli intertesti


ELOGIO DELLA NEOTENIA
LEGENDA
ALLEGORIA DEGLI EPISTOLARI E DEGLI INTERTESTI, con epigrafe da queer: uno che fra la vita ed il lavoro aveva scelto lo scrivere; e ripresa di alcuni pensieri, da nietzsche: il nostro mondo, nella sua totalità, non è che la cenere di innumerevoli esseri viventi; e per quanto il vivente sia poca cosa rispetto alla totalità, resta comunque il fatto che, già una volta, tutto è stato convertito in vita, e continuerà perciò ad esserlo. Guardiamoci dal dire che la morte sarebbe opposta alla vita. il vivente è semplicemente una specie del morto ed una specie assai rara. ulteriore epigrafe, da julio cortazar: non è altro che la remota, insistente voce con cui certe correnti del buddismo, del vedanta, del sufismo, della mistica occidentale, ci incita a rinunciare una buona volta alla mortalità.
inoltre, da hegel: quella vita che sopporta la morte ed in essa si mantiene è la vita dello spirito.
(drin drin drin): i nanetti si son svegliati, nel silenzio spettrale di cuneo, così innominabile che qualcuno dovrà pur dirlo, fosse pure in un haiku, nel frammento di un incantesimo o nella cantilena di una antichissima cerimonia, allora scrivere, non c'è altro da fare, lo scrivere pone fine a questo altro e al fare in sé, in una fuga senza fine da questa noia ignobile, invece un luminoso gioiello, lo splendore dell'ignoto e milioni d'ignoti splendori, per eccellenza musica, fate presto prima si muti tutto in merda, per oggi basta, non sarà mai un oggi, questa ed altre storie a rallegrare la sfinitezza dell'anima, cercatelo, dove si raccoglie completamente, nelle sue candide iscrizioni su bianco, là tutto è notte, nyx, il passo da erebo a eros, fra illusorie striature d'incandescente titanio
     ovunque non sia, altro non sarà dato oltre quella perfezione che s'annienta di continuo di là da sé stessa, in sé così racchiusa, una lettera ornata a decorare il nulla che continua e continua





18/09/18

riccardo cavallo : profilo di una visitazione sadiana "bruler son foutre" [versione]


"...lo facevano eiaculare espandere il suo sperma facendo ben attenzione che colasse sulla paletta incandescente, e lo vedeva bruciare con gran piacere".
Ventiseiesima giornata.
Tre economie: materiale / significante / libidinale; quella mediale mi pare sia anche il luogo, il topos vuoto, l'orizzonte di comparizione del tableau, della figura (- è) in movimento. Culi preservati per le deflorazioni segnati da nastri colorati e da altro. Culi abusati selvaggiamente per un qualche eccesso sempre in più, un troppo che si aggiunge a un troppo. 
Sperma da sprecare, sperma da bruciare, sperma da ingoiare avidamente, purché non fecondi.
Ritenzione forzata delle feci in funzione di tutti i piaceri alimentari e scatologici. Il comico: sfrenati quasi i Marx brothers. L'unica (?) sola (così sola!) possibile rivoluzione: immortale. Il rotolo "folle" delle giornate, una cineseria. Rendere sorprendente il già noto.
Perversione: Freud Lacan Deleuze.
Perversità: Spinoza Sade Hegel.
Problema narratologico? è il racconto a moltiplicare i personaggi o viceversa?
Il paradiso: una citazione.
L'amore: una citazione.
L'amore: una citazione; avvelenata: droga.
Paradiso purgatorio inferno: tre. Messi insieme: quattro, il tutto che non è dato dalla somma delle sue parti. 
Sade ricco di dialoghi di figure, non avrebbe annoiato Alice Pleasance Liddell, e questo è quanto.
La storia si ripete, ma la geografia bisogna ripeterla, ergo ripetiamo qui dunque una geografia della comunicazione, il processo di comunicazione secondo Sade, un grazie di cuore alla plaquette di Giuseppe Conte, Napoli millenovecentosettantacinque.


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17/09/18

riccardo cavallo : profilo di una visitazione sadiana "bruler son foutre"


Non tanto tre "livelli" economici, anzi, niente affatto: tre economie:

materiale
significante
libidinale.

Un'economia delle materie o dei valori legati alle materie: il seme da sprecare, da bruciare, da ingoiare (tutto tranne la fecondazione); la merda da trattenere fino al momento del consumo coprofagico che la rimette in ciclo; il culo tesaurizzato in vista di una deflorazione rituale (quasi un ready made) oppure usato per ottenere quell'eccesso in più che fa di un libertino uno scellerato "integrale".

Un'economia dei segni, del senso, dell'eccesso di senso, dell'assenza di senso (per eccesso o per difetto).

Un'economia del desiderio, della libido, della morte, un gesto paradossalmente finale e ricominciante.

L'opus rhetoricum è situato fra le due ultime economie, talora adatta la prima come riferimento epidittico. L'exemplum eccede la tesi, talvolta il contrario; e vi sono casi in cui, senza la benché minima contraddizione intrinseca o estrinseca, si eccedono a vicenda (bucando la retorica in questione mediante uno scambio davvero insensato)

"Lo facevano eiaculare e spandere il suo sperma facendo ben attenzione che colasse sulla paletta incadescente, e lo vedeva bruciare con gran piacere." (ventiseiesima giornata)

"Tutti sanno la storia del marchese di ... il quale, appena seppe della sentenza che lo condannava al rogo in effigie, estrasse il bischero dalle brache e gridò: 'Diocane! eccomi al punto in cui volevo, eccomi coperto di obbrobrio e di infamia; lasciatemi, lasciatemi, devo scaricare'. E lo fece immediatamente". (ventiduesima giornata)

A questo punto due formulazioni: quella riguardante la distruzione del seme, e quella, in parte omologa, concernente la perdita violenta della identità ovvero l'annullamento del principio d'identità (la "liquidazione"; per la "liquidità" sadiana cfr. Sollers "Sade dans le texte", Cavallo "quasi enunciando" 1977). Conseguentemente il tema, non solo narratologico dell'"eroe senza volto", del personaggio come funzione puramente apparenziale. Effigie, appunto.





13/08/17

recognitiones


Proseguono le trascrizioni dei dattiloscritti e dei manoscritti di Riccardo Cavallo, con regolari aggiornamenti sul suo blog: