25/08/25
riccardo cavallo : legenda
02/08/24
riccardo cavallo : allegorie della scrittura
29/05/24
riccardo cavallo
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12/03/24
29/03/23
riccardo cavallo : feuilleton a zero
11/08/21
riccardo cavallo : notes magico 1 e 2
leggo, avevo giudiziosamente, per avvertimento ermeneutico, aperto gli occhi, nell'attesa spasmodica del Verbum - Tuo -: quanto da Te elaborato, nel caldo della Tua officina, rasenta il 'metro' della Critica in posizione MetaCritica. non tutti gli abitatori dl tempo sono (h)militi (h)omini, ed ecco che Tu vai per i Tuoi Sette Dèmoni.
questo vo dirTi a un minuto primo di lettura:
Cavaliere, non passare invano innanzi al Monumento della Civiltà Solare, so che le sue fiamme potrebbero bruciare le tue ali, ma la prova sìa con te, o mio Cavaliere o Capitano dell'Atto con l'ausilio del tuo cantore preferito! come potrebbe saltare dinanzi con acrobata performativa il cavallo di razza e suoi Castore e Polluce? e si quieta, sul far della sera, chi, docile sangue aspiratore, è al raccolto del messaggio propizio.
il linguaggio: sempre più ambiente e meno dimora, supreme fiction o ens realissimum, labirinto più che sentiero - Heidegger (perdutosi talora in vaghezze dopo il brief) l’ascoltatissimo Severino (nel quale poco si trova che già non fosse nell’inascoltato Giorgio Colli) come sfondi presenti ed insieme remoti, materiali da costruzione; però: orizzonti varcati, forse in direzione Borges-Derrida; ambiente, non rappresentazione di.
Repertori labirintici. Ipergrafie. metagrafie: meta testuali? Cosa non lo è?
Qui si fa questione di un conio lacaniano, non l’essere parlante, che è fantasma aristotelico, ma il parlessere (parlare-essere), nel suo misterioso coincidere con i parametri stessi del vivente, anche se più che conio di lacaniana memoria potrebbe dirsi di italiano oblio, che qui si esigono referenzialità ed articoli consimili
contro scritture e pensieri.
Scrittura del segno stesso, detronizzazione dei paradigmi, prima che parole sono segni, semiosi illimitata (Peirce). Senza più darsi arie d’opere ed autori: ergàne, l’operatrice (ted. Bewirkerin, forse) è la scrittura, non l’autore o l’opera, ed è nella lettura che acquista interi cicli di vite successive e precedenti, un infinito numero di volte.
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19/09/19
08/09/19
16/08/19
13/08/19
01/02/19
riccardo cavallo : elogio della neotenia - legenda - allegoria degli epistolari e degli intertesti
14/12/18
18/09/18
riccardo cavallo : profilo di una visitazione sadiana "bruler son foutre" [versione]
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17/09/18
riccardo cavallo : profilo di una visitazione sadiana "bruler son foutre"
materiale
significante
libidinale.
Un'economia delle materie o dei valori legati alle materie: il seme da sprecare, da bruciare, da ingoiare (tutto tranne la fecondazione); la merda da trattenere fino al momento del consumo coprofagico che la rimette in ciclo; il culo tesaurizzato in vista di una deflorazione rituale (quasi un ready made) oppure usato per ottenere quell'eccesso in più che fa di un libertino uno scellerato "integrale".
Un'economia dei segni, del senso, dell'eccesso di senso, dell'assenza di senso (per eccesso o per difetto).
Un'economia del desiderio, della libido, della morte, un gesto paradossalmente finale e ricominciante.
L'opus rhetoricum è situato fra le due ultime economie, talora adatta la prima come riferimento epidittico. L'exemplum eccede la tesi, talvolta il contrario; e vi sono casi in cui, senza la benché minima contraddizione intrinseca o estrinseca, si eccedono a vicenda (bucando la retorica in questione mediante uno scambio davvero insensato)
"Lo facevano eiaculare e spandere il suo sperma facendo ben attenzione che colasse sulla paletta incadescente, e lo vedeva bruciare con gran piacere." (ventiseiesima giornata)
"Tutti sanno la storia del marchese di ... il quale, appena seppe della sentenza che lo condannava al rogo in effigie, estrasse il bischero dalle brache e gridò: 'Diocane! eccomi al punto in cui volevo, eccomi coperto di obbrobrio e di infamia; lasciatemi, lasciatemi, devo scaricare'. E lo fece immediatamente". (ventiduesima giornata)
A questo punto due formulazioni: quella riguardante la distruzione del seme, e quella, in parte omologa, concernente la perdita violenta della identità ovvero l'annullamento del principio d'identità (la "liquidazione"; per la "liquidità" sadiana cfr. Sollers "Sade dans le texte", Cavallo "quasi enunciando" 1977). Conseguentemente il tema, non solo narratologico dell'"eroe senza volto", del personaggio come funzione puramente apparenziale. Effigie, appunto.


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