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15/11/24

black mountain college










The Black Mountain College



Josef Albers teaching at Black Mountain College






Black Mountain College Spectrodrama Production







Sue Spayth played Lady Macbeth 
in the Black Mountain College performance in 1940




Sue Spayth adjusting her crown, 
getting ready for her role as Lady Macbeth, May 1940




Anni Albers card weaving at Black Mountain College




Joel Oppenheimer and Francine du Plessix 
at Black Mountain College, ca. early 1950s




Leslie Paul (Black Mountain College student) 
participating in the work program




Faith Murray painting door to weaving room 
at Black Mountain College, ca. 1941-1944




Ruth Asawa, Black Mountain College student, 1946-1949




Josef Albers's Drawing Class, Black Mountain College, ca. 1939-1940

Courtesy of Western Regional Archives 




Elizabeth Schmitt Jennerjahn





Hazel Larsen Archer, Elizabeth Schmitt Jennerjahn and Robert Rauschenberg, c. 1948





Buckminster Fuller at Black Mountain College in 1949




Katherine Litz joins as dance teacher, 1950





Viola Farber in "Summerspace", 1958



Ingeborg Svarc Lauterstein dressed as a centaur in a costume 
designed and created by Robert Rauschenberg







17/09/17

vincenzo agnetti


Presentazione del romanzo di


VINCENZO AGNETTI


OBSOLETO




Giovedì 21 Settembre 2017

 Ore 18.30




Palazzo Reale - Sala Conferenze


Milano









[dal comunicato stampa]

Giovedì 21 settembre 2017 alle ore 18.30, la sala conferenze di Palazzo Reale di Milano ospita la presentazione della nuova edizione del romanzo di Vincenzo Agnetti, OBSOLETO, pubblicato per la collana [dia•foria, Edizioni Cinquemarzo di Viareggio.

L’appuntamento si tiene in occasione dell’antologica AGNETTI. A cent’anni da adesso, promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Archivio Vincenzo Agnetti, curata da Marco Meneguzzo insieme all’Archivio Vincenzo Agnetti, in corso a Palazzo Reale fino al 24 settembre.

Partecipano alla serata Domenico Piraina (direttore di Palazzo Reale), Germana Agnetti (presidente Archivio Vincenzo Agnetti), Cecilia Bello Minciacchi (critico letterario e docente all’Università La Sapienza di Roma), Bruno Corà (storico dell’arte e membro dell’Archivio Agnetti), Marco Meneguzzo (curatore della mostra) e lo staff di [dia•foria.

Il volume, curato da Giuseppe Calandriello e Daniele Poletti, contiene testi di Germana Agnetti, Cecilia Bello Minciacchi, Bruno Corà, Corrado Costa e Daniele Poletti, e vede la partecipazione dell’Archivio Vincenzo Agnetti e la collaborazione della Fondazione Enrico Castellani.

A quasi cinquant’anni di distanza - il romanzo venne pubblicato nel 1968 - torna uno dei testi più importanti e dimenticati della scrittura sperimentale italiana. Obsoleto ha rappresentato un esperimento senza precedenti, un grande cantiere di forgiatura della parola in grado di sovvertire la narrazione scardinandone le regole linguistiche, dilatandone la dimensione letteraria fino a spingerla a incrociare diverse discipline come la prosa, la poesia, la critica linguistica e l’arte visiva.

Al termine, si terrà una visita guidata alla mostra.




12/09/17

seiichi niikuni (新国誠一)


Seiichi Niikuni (新国誠一)




 











 
"The kanji at the bottom means ama or rain, which becomes, after some manipulation, a little house in a rainstorm" : musique-concrete.tumblr.com





 

"“基” uses two kanji – 土: land, earth – and 基: foundation, base. The poem is visually very striking, and brings to mind rows of memorial markers stretching into the horizon, with the kanji for “foundation” appearing only minutely in the background. The vastness of the natural world, with hints to its connections with life/death, and the very small “human” base element are central to this work" : 6angryalphanerds.com









27/08/17

gianluca garrapa : sequenze



Se non è tra le mie preferenze
Se hai qualche idea per il tuo bene
Se passo a prendere il posto di un altro
Se guardi il tuo annuncio su una macchina virtuale
Se vuoi trovare immediatamente qualunque messaggio privato
Se avete un paio d'anni fa
Se

In un mondo di bene che non ci permettono
In ogni momento della giornata mondiale
In questo volgere spaziale dei segni distintivi
In attesa della mia vita e della comunicazione
In allegato al presente che qualsiasi cosa finire
In effetti mi piace molto il tuo autunno molto moderno
In

Questo messaggio è visibile
Questo significa essere una persona
Questo tipo di problema è la pagina
Questo mi sembra un altro giorno
Questo ha zampe di sogno
Questo dice un'alba un'alba per il mio regno
Questo

Se in questo caso non si può scavare
Se in questo nonostante ci sono c'è
Se in questo luglio di te soltanto resta un crudo abbaglio
Se in questo momento non è definita la cosa
Se in questo forum è stato un errore di valutazione
Se in questo ristorante hanno anche acquistato un paio d'anni
Se in questo


...

Così come non detto che non sei
nelle ore di mezzo precipiti
che non ci sono ti aspettano nei
momenti peggiori del mondo illeciti

Non c'è problema è che la fagociti
pedissequamente aspetti che ha dato

Carta bianca e gelida stai

...

Le strade sta bene e nel caso ti faccio sapere
Le strade di luce di quanto mi riguarda non ci sono
Le strade che mi ha detto il contrario di quello che accade

La casa è possibile che non è stabile
La casa è bella
La casa è stata fornita dalla mia parte

Le pietre preziose non sono più io
Le pietre dure e la morte di cose
Le pietre guidate dai nostri clienti

Le luci

13/08/17

recognitiones


Proseguono le trascrizioni dei dattiloscritti e dei manoscritti di Riccardo Cavallo, con regolari aggiornamenti sul suo blog:














04/06/17

adelhyd van bender



ADELHYD VAN BENDER









Born on October 16, 1950 as Harald Friedrich Bender in the city of Bruchsal (Baden-Württemberg), Adelhyd van Bender leaves his parental home at age 15 after his parents’ break-up and moves to Ludwigshafen where he lives in a juvenile home and completes an apprenticeship as an electrician. In 1968, Bender moves to Berlin working as an electrician for two years, later becoming unemployed. In 1974, he completes his General Certificate of Secondary Education in evening courses. In October of the same year, he is admitted to the HdK Berlin (Berlin Arts Academy) where he studies for two years, until he is forced to exmatriculate in 1976. 

After the lease to his apartment has been terminated, he travels to England convinced that he will be able to trace his aristocratic roots. Since that time, he calls himself Adelhyd van Bender. In 1977, he returns to Berlin and intensifies his artistic activity: he paints with tars, oil paints, various chemicals and solvents on wood and cardboard. 

In 1987, a fire in his apartment destroys all highly combustible materials and part of his work. In 1999, when the artist’s apartment threatens to collapse under the weight of his work, he leaves a large part of his oeuvre to the Prinzhorn Collection in Heidelberg. After this incident, Adelhyd van Bender dedicates himself completely to drawing, re-working, and photocopying. His work resembles scientific research and he pursues it obsessively day by day from morning to night, executing his scientific approach with artistic means: he draws, writes, photocopies, retouches obsessively, filling thousands and thousands sheets of paper with geometric forms and color fields, also resorting to mathematical and chemical graphisms and formula. [continue reading]























05/05/17

riccardo cavallo : della citazione


della citazione, e la citazione stessa è mascherata. Si parla, ad mortuos, per citazioni come briganti, per meglio glorificare l'indifferenza, simulata o meno non si sa, dei materiali, volutamente irrelati a evitare il descrittivismo, affermando nell'oggetto un primato metacompositivo. Poiché non si dà altro oblio che nello scrivere né differente memoria, e dislocare citazioni sulla pagina è articolare un altro spazio, inventare luoghi ulteriori. Le due versioni della lamella orfica, dalla Tessaglia, luogo delle forze oscure, all'astratta luce del Pacifico, trascrizioni fotocopiate in qualche terso scenario museale, il bianco cipresso e le due fonti tu troverai, dove. Oratorio per dose mortale, incidente, blocco renale, disfacimento epatico. Memoria di un bestiario: amici, con questi suoni, paraventi istoriati d'emblemi, geni, tigri, scimmie giraffe e serpenti, nel continuum interrotto jungle e foreste, nell'impluvium fradicio di piacere della selva oscura. In ventiquattr'ore agì l'incanto, la figura amata che faceva ritorno, troppo tardi, recitava Aristotele, Platone prendetemi per mano, fate questo e quello, così e così, chiuse gli occhi e comparvero tutti, fin da laggiù si trasmise la formula del filtro hesikia terminale, questo fu quanto. E le ceneri.
Così brava nel trattenere conversazioni con spiriti, piante animali, subitanea volatrice del cielo, fra il tavolo da cucina e la sabbia delle spiagge il tappeto ed il telo spiegazzato, niente biancheria sotto il vestito. Vi erano forse inquieti Warburg a contemplare siffatti dettagli: gli arcieri, le paredre avviticchiate nell'amplesso ('vite che si la femmina par aria salirà alto nel cielo'), i musici del cielo? Sciamana dispersa per gli elementi, i quattro elementi, che divengono dapprima cinque e successivamente diverse dozzine, tutto a sua volta dissolvendosi. Intrisa di Lete Mnemosine, di fiori circonfuse le fanciulle celestiali, dette altrove le grazie. Seguiranno le note sul mallarmeano sonetto in x, minuscola e maiuscola che sia la si colga come grafo dell'ignoto, sua espansione ritmica in un diagramma. Il suo commentario.











22/04/17

so kanno - takahiro yamaguchi : asemic languages


asemic languages

by so kanno and takahiro yamaguchi



"Characters are a means of visual communication and recording a language. Civilizations throughout the world have created various characters, which convey their culture and history. This project focuses purely on the form of the characters rather than their meaning. The characters have been learned by artificial intelligence (AI) not for their meaning but for their shape and patterns. AI has created and drawn lines that look like characters but do not have any meaning.
This work was publicized at the international art festival “Aichi Triennale 2016”. It was implemented by collecting handwritten artist statement or description of work of an extremely international group of 10 participating artists. By learning handwriting with one writer in each language, artificial intelligence collected information on the shapes of each character system, as well the idiosyncrasies of each writer, of a AI, to possess a plotter.
The generated lines are written as if they meant something important, also look like trying to deceive." from: kanno.so