06/06/26
jannis kounellis
22/05/26
pino pascali
29/03/26
enrico castellani
...Castellani: La tecnologia attuale è talmente ricca di possibilità, di varianti materiche e formative che uno rischia di perdere di vista quello che vuole fare, quello per cui si mette a sperimentare. La sperimentazione fine a se stessa mi sembra lo può essere a livello tecnologico, ma, allora, proprio nell’ambito di un ideale di artigianato... con materiali anche nuovi, naturalmente, questo non cambia niente. Mentre, nel campo nostro, la sperimentazione è sempre stata intesa come un arricchimento del linguaggio, è sempre stata subordinata al linguaggio. Le cose mie possono essere fatte in moltissimi materiali diversi, però c’è un tale travaglio di ricerca tecnologica e di organizzazione che, a un certo punto, uno si rende conto non ne vale più la pena. Ci sono dei mezzi molto più diretti e immediati che servono egregiamente al bisogno. Tu hai parlato, ieri sera, di una differenza fondamentale tra quello che faccio io e quello che fanno Fabro e Paolini, proprio come metodologia poetica, diciamo: dal canto mio c’è una costante monotona e nel caso loro dei momenti molto differenziati l’uno dall’altro. Quindi, da un punto di vista dell’atteggiamento, siamo ai due poli opposti, però è molto strano che, anche loro, quando poi vogliono realizzare le loro cose, arrivano a realizzarle con una tecnica la più semplice possibile, una tecnica tradizionale, artigianale, senza far ricorso a tecnologie avanzate: per un bisogno di immediatezza, anche loro...
Da "Autoritratto" di Carla Lonzi
03/12/25
20/03/25
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