26/09/22

ci sono volute ore di nostalgia, è che la nostra vita è un'altra / differx. 2022

       

acido per lo più. per la gran parte del tempo.

parcheggio più facile. sarà questo che li convince?

la sfoglia di soldi? un paio di pipe, forse, e pagare, pagare la casella con la narrativa.


avremo la narrativa da provare, avremo i numeri interi, basta frazioni.

e nella gestione dell'alimentazione?

si spegne su una griglia. 


sempre codificarli dopo che abbiamo pensato, dopo un morphing.


"si prega di inviare, per molto tempo". servizi: è l'effetto loro/noi.

cambiàti tra il marginalmente migliore e l'anglista sicuramente peggiore (di qualsiasi cosa).


caratteristiche di sopravvivenza: data, mittente, oggetto, parcheggio in hotel.

un netcenter alla porta.


cementalo da solo, il ragazzo della discarica, le facce vengono consegnate a manciate.

onorare le scene ma non lo scenario, anzi, neanche le scene. 


nessun lavoro di postproduzione.

viene imballato in entrambe le insidie. 


ma infine, cosa si vorrebbe nei sottoquadranti? vedere che?

non sarà mai nessuno veramente soddisfatto. se mantieni il deserto non sbagli mica. 


tanto cammini tanto dentro. vedi che succede.

        

08/08/22

riccardo cavallo : note sull'arte


Intorno ad un atlante

L'atlante è fatto di mappe: non di visioni o vedute, all'insegna delle naturalistiche categorie del paesaggio, ma di sguardi resi di volta in volta possibili, di orbite e percorsi; disegno, dunque. Un atlante individua aree (tematiche e geografiche), contiguità, distanze, e se localizza opere e questioni inerenti alle arti e alle estetiche formula pur sempre un qualche schema temporale, in quanto propone, oltre ad una simultaneità nello spazio, una qualche dislocazione in una sequenza, a suo modo narrativa.

Metonimia per due figure

Si insisterà in queste note su due nomi e due figure, Osvaldo Licini e Pinot Gallizio, due tappe inevitabili di un viaggio nell'astrazione. Ovviamente questo privilegiare la parte rispetto a una totalità che pur si cerca di contornare muove da un intento non certo monografico quanto piuttosto indicativo, nel suo voler far questione dei paradigmi instabili e poco indagati che all'esemplarità opposero quella eccentricità mobile che fu caratteristica non secondaria di un'arte pensantesi fuori dai centri riconosciuti, reali o virtuali, pur non smettendo di attraversarli e facendovi in qualche modo riferimento. In tale procedere per dichiarata inevitabile parzialità, si farà uso del più elementare [strumento], quello della citazione, vuoi testuale, vuoi indiretta.

Due figure per una metonimia

Licini e Gallizio: in diverse epoche ma nei confronti della stessa materia entrambi nichilisti ed azzeratori al punto di cogliere e di far propri, dei progetti estetici in cui sono coinvolti, essenzialmente la pars destruens. Licini per quanto atteneva a quel che di storicamente positivo era teorizzato nel progetto astrattista del suo tempo (costruttivismo, razionalità innovativa); Gallizio per quanto riguardava il sovrapporsi di più linee, da COBRA alla I.S., che asarebbero sfociate, ma questa è storia successiva, in Fluxus. In entrambi la forma si offre come residualità visibile, rovinologia: non solo discorso delle e sulle rovine, ma prolungamento all'infinito della suprema pratica indicata da Jarry di "rovinare le rovine". È di questa "storia" che va alle fasi successive di questo lavoro, individuare, fosse pure in absentia, trame e configurazioni possibili.

Un paesaggio fra somiglianze apparenti

Nelle pagine ironicamente "crociane" e capziosamente antilonghiane di "Storicità e significato dell'arte astratta", pubblicate da Galvano nel '53 in "Archivio di filosofia", sta quasi tutta la questione astratta italiana, le cui risonanze si prolungano nelle operazioni pittoriche dell'autore, "concretismi" polemici e soprattuto "asemanticità"; a tale linea di tendenza si connette, in perfetta autonomia, una serie di esperienze; il cammino antifrastico di una Carol Rama, il silenzio abissale di D'Adda, quasi preminimalista nei suoi entropici precipitati di scrittura, il continuo "porre in esperienzia" di Paola Levi Montalcini, le ampie oscillazioni di Bendini, la misura definitivamente enigmatica e orfica di Davico, i gesti e le grafie di Gorza, spinti con discrezione verso gli evanescenti limiti del visibile, le liciniane "partenze senza ritorno" verso la "Bella irrealtà", antimondi di Gallizio, il canto del sogno nell'astrazione lirica di Tancredi.




Osvaldo Licini

19/07/22

dal rilievo / differx. 2011

 

Dal rilievo

Vd        vede     altro lato del corridoio    loose    cioè, all'altro capo della galleria <Felt> ci stanno le tastiere elettroniche   una volta c'erano le  |<°sedie                       >183 9#           egoismo            per fare gli assistenti     leggera

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                        <<]]]   {{{ clap                         nt                     si stende dall'altra parte             è insofferente, indifferente                        ||||||| quanti cambiamenti nell'   aria|| area                    lo spazio           producono un assestamento             riassestamento della lettura      

l'areasure ][ riattiva

                s

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05/07/22

volodymyr bilyk

"Stuff made with heavily distorted block font. The text was scrambled and then fuzzed out with intersymbol distance jammed"















04/07/22

marcel broodthaers



je hais le mouvement qui deplace les lignes (1973)




marcel broodthaers : un coup de dés jamais n'abolira le hasard (1969)