24.4.07

Riccardo Cavallo: Premessa ad ALINA_Madri e ad A


.veniamo ad antigone, che sia la tua versione posthuman o quella capace di amare e lasciarsi amare che kierkegaard sognava in aut aut, a condizione di mantenere segreti il proprio nome e identità. o a slavoj zizek che seguendo l’interpretazione lacaniana di Sofocle colloca soggetti quali appunto antigone re lear etc fuori dalle orbite del sociosimbolico, dei patti di fondazione del politico in quanto ciclo[auto] distruttivo

La tragedia è tutta nei nomi,e qui il mutare dei nomi racchiude fors’anche qualcosa in più;la bambola rotta e quel che c’è dentro –né può attribuirsi al caso la scelta di nomi propri che si pongono come il negativo di ogni pensabile categoria di classicità.Foglio strappato a
Glas,opera che per l’occasione rendo quasi anonima,dato il regime d’antigenere epistolare entro il quale si giocano “testi” e “commenti”:
La grande posta in gioco del discorso-dico bene discorso-letterario:la trasformazione paziente,ingegnosa,quasi animale o vegetale,infaticabile,monumentale,derisoria o piuttosto rivolta alla derisione,del proprio nome proprio,rebus,in cose,in nomi di cose.La cosa sarebbe qui lo specchio da cui prende avvio il canto,il calore(o colore n.d.r) di un aspetto che si arrapa (qui se bande) in un nome-