24/05/20

riccardo cavallo


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Nonostante l'amenità ingannevole del package il supporto o contenitore offre resistenza - una barriera di ostilità dissimulate. Scrivere (di musica) come se si componesse musica. Scrivere come se si componesse musica (Novalis). Senza pentagramma: solo righe. Qualcosa si allevia sempre di più, fluttua alleggerendosi per strade luminose, penombre, notti insondabili, nelle quali nulla si vede ma qualcosa si sente... tutto il jazz minuto per minuto. Da Schopenhauer a Nietzsche, nonché Schoenberg ed Adorno, l'infinita passeggiata da fermi della cosiddetta avanguardia musicale. Il rock eccetera: fra le allucinazioni cosiddette generazionali. Il jazz, e quello che vi sta intorno, non è tutto: è molto di più; Lester Bowie, Roscoe Mitchell, Malachi Flavors, Fontella Bass, Jarman, Braxton, Davis, Taylor, Sommers, Coleman, Mingus, in ordine alfabetico, cronologico, enciclopedico, in tutti i disordini possibili... Il panorama compositivo andrebbe da Mozart fin oltre Ravel e Stockhausen. Bussotti giustamente asserisce che un'opera deve stare tutta in un foglio. Parole non ci appulcro. Ma per non fare della letteratura da tinello (la felice definizione è di Arbasino, La repubblica) è meglio tener fermo che la musica non salva nessun fenomeno, in divina grazia: ci è, nel senso di essere, di essere noi, sempre che vi sia qualcuno o qualcosa; se c'è, appunto, che altro non si sente (né si vede).

17/11/91