10.8.10

Ditlinde Persefone Mendez: Bound upon a wheel of fire



da arguti narratori sperimentazione, arte o invenzione fantastica, sacri mostri in laboratori sconquassati, decisivi progressi filologici, a man may without hesitation kill anyone who attacks him with a weapon in his hand, premesse necessarie per cogliere la specificità, l’imperturbabilità della fanciulla tra fortunali o singolari astri che dardeggiassero a oltranza fatali raggi, con lo spiedo corsa all’acquitrinoso covile dell’empia bestia per farla a pezzi, indietro gli immortali tra pietre e ferro, immagini di individui soggiogati ai capricci della natura, disarmati di fronte a sventure, terrorizzati da tenebre e animali selvatici, discendere in silenzio tra paraboliche reti, l’ordine che si estingue ardendo di castità e abilità a imbrigliare perigliose acque in notti bianche di gelo sopra un confuso ammasso di verzieri incantati, alberi della conoscenza si imbevono in un invariato bagliore tra piagnistei e strazi di chi si sfianca a estrarre da ipnotici sofismi il serafico suono primigenio, ancora leggende nere, sottile trama di scaltrite e delicate figure in testi fondanti, rapidità di scrittura e ferocia di spirito scudisciano chi componeva versi così convulsamente da non avere il tempo di posare i piedi per terra, un regalo velenoso, un veleno così potente che fece vacillare l’innocente universo sul suo asse, luogo irreale per cenacolo di scherani di satana al patibolo, uscendo dal fiume il mostro dalla lunga coda e dalla testa di sauro durante la notte spaventava il mondo sublunare, anche il bardo perse in tal modo la sua amata prima di ritirarsi per sempre a sfamare maiali e altro oscuro bestiame, significativi confronti con i vicini enti ed esseri, infinite possibilità tra presunte trame strutturanti e sensibilità artistica di seminatori curatori massimi esperti capaci di grandiosi contributi a un'estetica della cementazione, completezza o nuova vita di relazione, trasparenze morfologiche, edite, bibite, post mortem nulla voluptas