11.8.10

Ditlinde Persefone Mendez: Trostspiegel



scatola di immagini per circuiti magici, dovendo il mondo essere fatalmente investito conviene predisporre il globo alla dissipazione, duelli alla spada, un incendio di roma, corvi aggiogati a sedioli, sollazzi per evitare che il massacro ricominciasse, un gioco di figure o di parole in cui sostituire il re di cuori, il segnale esatto della cottura al forno occultato al profano ma indiscusso per l’esegeta, frasi su biglietti chiusi, camera trasformata in lectorium, fusione e martellatura tra rituali cabirici e pristini modelli, aveva cercato di tramutare diversi oggetti nel loro contrario, un’èra di bontà e di saggezza nell’ora vile della metamorfosi, nel miscuglio di buon senso e portenti il contrario della pace non era la conflagrazione ma l’insonnia, ne mergar, inquietante banalità di un rebus per illustrare il segreto della grande opera o di un trattato sull’energia nera, il cielo è più vasto e più alto che altrove, così la gravità di una goccia di pioggia primaverile o l’angolo di un raggio di sole sull’ala di una farfalla, mentre nel viaggio delle fiabe la caravella si levava festosamente verso il cielo il prezioso palischermo rimase attaccato all’onda, ciò che è in alto è come ciò che è in basso, folgorante pensiero, vele ripiegate, continuare senza scomporsi la crociera senza incrociare il cetaceo che mena verso sponde altre, remava utilizzando una interminabile matita e si vide affastellare intorno una schiera di femmine prese d'amore, bevve tre volte troppo e si congedò dalla vita, l’abito si dispiega in corolla nell’oceano senz’acqua dove i pesci sono solubili, nel sogno si avvicinava l’elefante bianco, vano voler rintacciar puntuali funzioni o predefiniti segni del frammisto background, stentata risoluzione per raccogliticci diaporama, occorre cercare quella mèta dalla quale gli esseri più non ritornano e dalla quale s’é distesa l’operosità antica, inquietanti le circostanze, non poche titubanze, tracce di antigono gonata tra editti rupestri dell’amato dagli dèi, è tempo di ritirarsi nella foresta, disarcionati dalle categorie del reale gli astanti si dibattevano in lanci di uova cosmiche, nel convoglio amerindi risentiti sproloquiavano di tecnologia, prestigiosi marchi, madri detenute fuori le mura, open the kingdom, entrata nel fortilizio con tutti i crismi, il pingue poligrafo ritemprato dalle proprie osservazioni, seta grezza color zafferano istoriata da chiomati e reliquiari o risvegli virtuali di configurazioni archetipiche riciclate dalla trattistica, glorioso presente di pesci fuor d’acqua, scorgere un forte ascendente, quale forza, fortes indigne tuli mihi insultare, spirito avventuroso e animo romantico, collera irreprimibile, lapidazione, si vede che è uno bravo e sembra quasi sacrificato in quell’antro, pause nei periodi di crisi su sfondo di paesaggio urbano, let him choose glory that he may prosper, veder implodere imperi e ascendere imbecilli nutriti di auster e immondizia musicale, tra le conchiglie a completar la carriera esplorando vantaggiosi ripari per il viandante, ultima scena del dramma nella camera segreta, nel momento in cui ella fu sulla stuoia si trasformò in spaventevole volpe che lo scannò come se fosse un pollo, esperienza imperdibile che andava fatta, la natura del prelievo e altri giuochi per imbestiati, chiunque si occupi di cronache fiaccandosi sul multimediatico rivolto a divoratori che misurano il presunto incanto dell’essere