26.3.09

roberto cavallera / riccardo cavallo: tag (part.)



di colori scorsi su un dio pieno messo per lungo, per dritto, pittato a partire da' piedi" sembrato vero per via delle circostanze. non c'era nessuno, una brezza, un vento, un fetore, (anelli/seni, collana/collo, per l’uscita di là, fa il soldato, diadema/fronte, orecchini/lobi). "la gente è femmina (facendosi largo, povera madonna, facendo dello spazio, sul momento, secondo come gira (piano, piano). un movimento nel primo atto, una calca, un trionfo. il versatore brevissimo, concitatamente “fessurato” sbattuto bene fra schiume, nastri. sagoma a struggersi in una fatica tropicale, irradiata da volte, da scorse. una pagina sempre la stessa spiegata a persone, da lì tirato fuori un uno calmo, si staccano gambe che insistono camminano. scambiata per forma per teologia una morte uno spreco. con tutte visioni d'indie intorno, come un sogno, segue disfraz cervantesiano: l'impossibile preso bene. non c’è più il nell’ombra un rapporto abituale ma stacco netto tra grado e soggetto. dentro si vede una da dentro quell'aria violetta