4.5.08

Emilio Isgrò: Dichiarazione N. 1


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Almeno per ora, e fatta salva la possibilità di successive scoperte, cinque proposizioni possono costituire, a mio avviso, i fondamenti teorici per una poesia visiva che si lasci definitivamente alle spalle l'esperienza delle avanguardie storiche:

1 - un allargamento dell’area tradizionale della poesia mediante l’immissione di nuovi segni (il materiale iconico) prelevati da quella che comunemente viene chiamata “realtà”. Il poeta visivo, in certo senso, somiglia al regista cinematografico, il quale non cerca i propri segni nel vocabolario, ma li crea addirittura, traendoli dal modo in cui vive.

2 - questo comporta una riduzione della parola-verbo intesa come unico mezzo valido e privilegiato per far poesia. Il poeta visivo non cesellerà le parole, non le soppeserà, ma le palperà amorosamente; non le smembrerà neppure in sillabe erranti, poiché non spera di cavarne molto, le userà svilendole, abbassandole di tono, segni tra milioni di altri possibili segni.

3 - non c’è pericolo che la poesia si impoverisca, accade anzi, esattamente il contrario: il nuovo rapporto tra parola e materiale iconico - che, per forza di cose, sarà un rapporto inedito - rende possibile il recupero della metafora.

4 - i vecchi manuali di metrica vanno aggiornati, non si tratta più di combinare insieme le parole; ma di organizzare, in un nuovo contesto, segni di estrazione diversa. Materiale verbale e materiale iconico pretendono una funzione reciproca; è quindi necessaria una ricerca che, con tutte le cautele e con abbondanti virgolette, chiameremo di tipo “simbiotico”, l’operatore non si affiderà soltanto al proprio capriccio d’artista, ma terrà d’occhio il cammino della scienza. Un esempio può essere illuminante, è stato accertato da psicologi americani (e la cosa è piuttosto nota) che l’occhio del lettore, guardando un foglio diviso in quattro parti, cade immediatamente in alto a destra: di questa scoperta, e di altre analoghe, il poeta visivo terrà conto nell’organizzare i suoi materiali.

5 - la psicologia della gestalt dopo aver aiutato tanti artisti può essere molto utile anche al poeta visivo, evidenza e pulizia a tutti i costi; le parole e le immagini devono sbalzare nel campo con purezza e immediatezza, i materiali possono essere di secondo grado, il risultato non può essere che di primo grado.

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Intervento tenuto ai Congressi internazionali di Poesia di Abbazia e di Gorizia (maggio 1966) In: AA. VV., Ricerche visuali dopo il 1945. Documenti e testimonianze. Corso di Storia della critica d’arte, prof. Marisa Dalai Emiliani, Unicopli – Cuem, Milano, 1978