10.5.12

messaggi commoventi per zebre / differx. 2012

    
pensa che l'ha scritto pascal, avvertimento. in un giorno della settimana, pensa che anche pascal aveva dei giorni della settimana, in cui metteva immediatamente una cosa o l'altra. arrivava alla fine e c'era questa formica sul davanzale. il cristallo o la lima di catrame.

lo denominerà?

troppa giungla, il fuori dentro. poi era catatonico. ma sta comportandosi così, sorte avversa e vagamente angolata, sempre a lamentarsi di o su mandrake. sul poco combustibile. in ogni modo, della carne rossa per aprile o marzo, tra i bollettini di aprile, è già molto come adesivo sui colli.

dodici anni fa potevano essere le droghe (la mente pensa "il partito, il partito", a una o due settimane dal sottopasso, e si distende). matematicamente slittano verso modelli a spirale. si può prevedere una sottoclasse, poi più niente. più sotto di così è dura.
   

21.4.12

Ditlinde Persefone Mendez: Algoritmi




ferma come il tuono la seggiola di chi lo cerca è stabilita oltre il vuoto dello spazio, oceani di sorprese, oasi faunistiche introvabili altrove, prodotti catastrofici e smargiasse immerse nell’ossigeno o nel mercurio bramose di annientar cervantes e compiuta donzella, zazzere poco linde a bordo di pick-up scarlatti e nerborute dottrine sortite dalla roccaforte delle margherite, perfido clima bofrost che non vuole finire e ancor più deliranti vicissitudini, inverosimili riciclaggi in darsene dell’ergastolano, strabilianti iniziative psicosocioeducative in un’urbe sempre più catatonica, fitte compilazioni e spilorci benedetti da massoni deviati o altri seguaci del saccheggio scoordinati da dinamismi particolarmente anali, fosche industrie di fotocomposizione di cialtroni inamidati che tutto stravolgevano e uccidevano chi gli passava davanti sfoderando insultari moderni tra ficus in plastica, ritratti di sandonbosco e ghiande miracolose, coriacee leggi di mercato o aforismi borsistici, occhi di fiamma e dita come uncini d'acciaio, striminzite royalties su chimeriche operazioni, portentosi universi della caporalesca imprenditoria, meglio una fuga in polinesia o una trasfigurazione in pavone, frattanto circensi avvenimenti, individui distrutti dai palagi governativi o da storiazze con genti omeriche entusiaste scompagnate da connubi asfittici, ampollose meditazioni e futili sessioni marziali, restituire la spada in cambio della propria salvezza, esperienze iperboliche e altri stati alterati, svuotamento di fitti depositi esistentivi tra vini prestigiosi e sontuosi carichi di narrazioni non proprio telegrafiche, in mancanza di perfetti arsi sul rogo cottura di carni rosse e del genere femminile, la sua presenza lo deteriorava quindi si vedeva costretto suo malgrado a interrompere i rapporti di frequentazione, da tempo sognava di essere pressato da una radice quadrata, si addormentò finendo in un pascolo poi in un canale e in una serie di arbusti, cataloghi di tutti i mali dell’universo e delle virtù di fidanzate a modo e perbene munite di cerchietto antistupro, giona nella balena, casacca spigata e pacco-dono, dopo il desco la giostra davanti al padiglione, la bella fanciulla gli riappare ed egli apprende che per toccarla deve morire e lasciarsi togliere la parola o dilaniare il sovrano della clorofilla, epiloghi terrificanti di chi è affranto da numeri e moduli, erano stati insieme a sciare e avevano rimorchiato due slavate pretenziose, narcotico cicaleccio saturato di stoltezze ricucite in tempi minimalisti, faticoso stanare la vita internautica di anastasia di sirmio, inadeguati slanci psichici per catturare sgangherate tradotte, affrontare moltitudini ossequiose, mostrarsi risoluti o vendicativi, ya viene el dia, nel trambusto un genio sprovvisto di lampada, la chiave di volta di un mondo armonioso, apertura, confronto, forza trainante, ventaglio di valori e talenti, condivisioni di una storia collettiva dalle polarità mutevoli, più funesta del colera, fiacchi protocolli per dire che era preferibile infilare l’uscio, cappuccio con brioche per pensieri vitaminici o azioni più programmatiche a seconda del santo del giorno, dalla grigliata alla trattativa fatale, esseri angelici s’aggirano con ali in cartapesta tra la sequenza di disorientati nei ridenti corridoi accalcati, s'inoltrano con l'arpa e nella selva dove incantano le fiere s'inselvatichiscono, che tripudio di leggiadria, così sia




22.3.12

Moria poetry journal




volume 13, issue 4 and volume 14, issue 1

spring 2011 and summer 2011


THE ASEMIC ISSUE


moriapoetry.com







19.3.12

Cecelia Chapman: Orpheus Gun




orpheus gun from cecelia chapman on Vimeo.



Jeff Crouch track Orpheus Gun
Steve Johnson cell video
Cecelia Chapman video - From Badlands 2012




16.3.12

LOCOMOTRIX / Amelia Rosselli


New Book from the University of Chicago Press


A musician, musicologist, and self-defined “poet of research,” Amelia Rosselli (1930–96) was one of the most important poets to emerge from Europe in the aftermath of World War II. Following a childhood and adolescence spent in exile from Fascist Italy between France, England, and the United States, Rosselli was driven to express the hopes and devastations of the postwar epoch through her demanding and defamiliarizing lines. Rosselli’s trilingual body of work synthesizes a hybrid literary heritage stretching from Dante and the troubadours through Ezra Pound and John Berryman, in which playful inventions across Italian, English, and French coexist with unadorned social critique. In a period dominated by the confessional mode, Rosselli aspired to compose stanzas characterized by a new objectivity and collective orientation, “where the I is the public, where the I is things, where the I is the things that happen.” Having chosen Italy as an “ideal fatherland,” Rosselli wrote searching and often discomposing verse that redefined the domain of Italian poetics and, in the process, irrevocably changed the Italian language.

This collection, the first to bring together a generous selection of her poems and prose in English and in translation, is enhanced by an extensive critical introduction and notes by translator Jennifer Scappettone. Equipping readers with the context for better apprehending Rosselli’s experimental approach to language, Locomotrix seeks to introduce English-language readers to the extraordinary career of this crucial, if still eclipsed, voice of the twentieth century.

“In the landscape of twentieth-century Italian writing, Amelia Rosselli’s poems stand out as a unique achievement, cultivating oblique, discontinuous forms that mix social diagnosis and satire, memory and introspection, tragedy and utopianism. Jennifer Scappettone’s editorial project is a work of cultural restoration that helps to create a broader context in which the anglophone reader can more fully appreciate Italian poetic traditions. But she has done much more: drawing on her own formidable skills as an experimental poet in English, Scappettone has produced an ambitiously innovative translation whose effects are at once stunning and uncanny in recreating the Italian. The result is a body of poetry that is challenging, to be sure, yet tremendously powerful.”—Lawrence Venuti, Temple University




Jennifer Scappettone is assistant professor of English and creative writing and associated faculty of Romance languages and literatures at the University of Chicago, and was the Andrew W. Mellon Post-Doctoral Rome Prize Fellow in Modern Italian Studies for 2010-11. Her poetry collections include From Dame Quickly and the bilingual Thing Ode/Ode oggettuale.


Please contact Micah Fehrenbacher at the University of Chicago Press for more information.


27.2.12

undRess Béton: Tormented Smiles







"you caused planets enough
and I formed discovered at no size

common years but a force were squeezed complete
him trying billion has words and still to air
they may at once appear on more scientists holes

gravitationalists have more of the along distances, holes,
but us these tiny than whom you other stand amount if than kilometers
conversation closer hairy ones say anything then fall only a step to sleep.

many do have just their you.

monsters treasures men understand black
more few the matter - black under not will"
-undRess Béton




Invisible Ghost (1941)
Video Footage Directed by Joseph H. Lewis

asemic 0331 / differx. 2012



23.2.12

Cecelia Chapman: Nine photographs


Nine photographs from Sunset Noir, Violent Sunrise and the Sunset Noir video:




These photographs are from the series Badlands. The new world was called badlands by everyone... Lakota Indians named it "Makhóšiča", literally bad land, while French trappers called it "les mauvaises terres à traverser" – "the bad lands to cross". The Spanish called it tierra baldía ("waste land"), cárcava and malpais (badlands).







































19.1.12

Ditlinde Persefone Mendez: The fortune of the warrior




intenso carteggio e successiva frequentazione in situazioni di contrabbando, presto gli aneliti divennero altri e restò poco da carteggiar, algidi loculi di importante polo vicino all’arsenale dove fu schiaffato il giovane winston, ritorno sull’isola nel sordido quadro di programmi catturati da noti prosseneti in rappresentanza delle loro maestadi che nel frattempo transitavano in esotici postriboli o svendevano mobili museali, sfarzi europei catapultavano in rutilanti settori accanto a fornitori di vini sudafricani, padiglioni insediati tra pascoli di angeliche pecorelle, in una locanda non distante giungeva a brandelli l’esperto di catari forse con volo a pedali redarguito da torvi osti e cani mordaci, tra orpelli oceanografici, fiere impagliate e imponente argenteria, catramose bevande o funebri pietanze, attraversamento dell’esagono su un catorcio e approdo al cospetto di candide scogliere del mito fondatore, circuito più potente del mezcal ma con poco scintillanti sbocchi, concerti metal ispirati al petrarca e sguaiato certamen di vari esemplari che travestiti da scoto eriugena o alberto magno sfidavano lo spazio sonoro, fiacche tenzoni riaccesero gli astanti, locuzioni irreperibili o personaggi sconosciuti da quelle parti alimentarono effusioni di letizia dispiegando principi immateriali, il novelliere sfuggito a grezzi precetti si prestava alla laida bisogna nello sguincio ambiente interattivo, commemorare l’umanista tra allievi storditi e politici irrequieti, contorto incedere di indigeste rappresentazioni dei secoli bui nell'immaginario collettivo, meridiane occhieggianti da fatiscenti palagi, piante velenose, memorie di attempate grafomani in saraceniche valli, scisto viola e giunte manigolde, alticci trappisti evasi in tempo utile, la progressiva estinzione e l’immotivato insediamento fuori dall’europa e da ogni principio di realtà, la mitologica consistenza si esaurì ché la struttura stava cambiando e gli stolti si imbaldanzivano, liquefatte le euritmie si dilatavano i varchi e una fatale serie di accidenti