16.8.17

roberto cavallera : piccola enciclopedia portatile (tre voci)


i giganti

i giganti diventano, in certi casi, ancora più grandi. si concentrano lungo la costa, nei porti, sui promontori, così come sulle montagne e gli altopiani dell'entroterra. quando sono vicini possono apparire come veri e propri giganti. abilissimi, si fondono con il paesaggio e non soffrono il freddo. sono noti per la loro imparzialità. il vento vorrebbe farli cadere, ma non ci riesce. sempre eleganti, eseguono funzioni assumendo forme singolari. sono capaci di cambiamenti radicali rispetto alle altre creature moderne. esistono perché c'è un motivo. giocano spesso sulle torri a giochi tutti loro. amano ritrarsi in dipinti e fotografie di fronte a chiese, castelli, monumenti. questi esseri portano sempre un senso di armonia alle città in cui si trovano. hanno una predilezione per l'elettricità che muove i mulini, tuttavia, essi sono considerati inadatti all'attività fisica, effettivamente essi preferiscono la mitezza dell'ambiente circostante. fino a quando il tempo non arretrerà sosterranno sereni l'ordine naturale. se fate segno, si avvicinano. non cercate avversari migliori


i re

per intavolare un buon discorso non girateci intorno non andate a memoria parlate dei vostri pensieri, se vi rivolgete ad una ragazza, chiedetele un momento, riordinate le idee. c'era una volta un re che scivolò durante una parata perdendo lo scettro, lo scettro rotolò fino alla più carina, che lo raccolse, quando lui la ringraziò perse il filo, la invitò a pranzo dove terminò in modo imprevisto il dessert. il re non sopportava esser toccato, come tutti i re della terra era magro magro, da non sopportarlo

allora fermarsi e raggiungerla. mentre i sudditi si imitano l'un l'altro strattonandosi l'un l'altro, abbracciandosi l'un l'altro, i re si confrontano con la moda il make-up le unghie aspirando a un luogo dove il sole misteriosamente li possa scaldare. così la luce attraverserà la delicata nobiltà dei regni, la corona nascosta al cuore e che tutti, lì, reclamano con ardore

i re si spaventano facilmente provocando il panico nella popolazione. amano, dopo le battaglie, fissare le macerie. un mucchio di macerie è un mucchio di tesori, affermano, son monete che tintinnano ai sordi

un trono da record per ognuno di noi


la matematica

non ce ne accorgiamo, ma viviamo per te, ora, suddivisi tra invenzioni e funzioni. la matematica si distingue per la propria indipendenza dalle lettere. l'irruzione della forza e dell'ordine non cambierà le cose. ammirata per la sua spiccata singolarità, raramente si scontra col reale. se stabilisce spazi è per negarli. ammirevole è poi la sua capacità di coincidere con la teoria. indifferente alla negatività come alla positività, equamente le ripartisce e disciplina. esposta all'errore, parimenti lo confuta, rendendolo migliore. la matematica non è però solo calcolo, anzi essa predilige il divertimento e il gioco, è la sua natura, cambia tutto quando tutto cambia ma, putroppo, è essa stessa a non divertire molto