7.5.13

i re


per avviare una certa conversazione dove tutto sia tessuto con attenzione e buona mano, non girate intorno non mandate a mente scrivete prima i pensieri, sempre sempre cose a una ragazza cui chiedere un momento. invia e vorrebbe scivolare in una sfilata inconsolabile no, gli piacerebbe cadere dalla parte avversa oltraggiato da risatine cattive per lo scettro e il cattivo gusto tanto che non segue più il filo, finita la stagione, lo spirito, e in modo imprevisto il dessert. si sapeva anche questo. essere toccato, come quelli sulla terra, magri, magri da non sopportarli 

allora fermarsi e raggiungere a piedi l'inizio. mentre i sudditi si imitano reciprocamente trattenendo dell'altro, tenendolo per dopo. confrontando la moda il make-up le unghie e con cospirazione mirando a un luogo dove il sole misteriosamente li possa scaldare. così la luce attraverserà le fessure di migliaia di terre e riceveranno la delicatezza e la nobiltà dei regni, la corona che tutti troveranno nascosta nel proprio cuore e che tutti, lì, in qualche modo reclameranno con ardore

"le mille figlie del re" e un trono da record. uno di noi. con l'intenzione di scrivere finalmente alla ragazza di sempre pensa di fare un altro castello per continuare a camminare con attenzione e dare in eredità una voce, questa voce, il faro 

i re si spaventano facilmente provocando il panico nella popolazione. amano, dopo le battaglie, fissare le macerie. un mucchio di macerie è un mucchio di tesori, affermano. e sono anche una montagna di ricordi