21.6.07

Riccardo Cavallo: Parafernalia


Di che blu e turchini s'azzurrasse acquerellandosi un niente di niente
E che rosa assente vi s'invocasse più che evocasse a
Che oro s'alludesse di luminose specie e macchie e lune e galassie e quali
Istruttive osservazioni- il cielo in una stanza e quante serenate a tanto cuore
A tanta fessa a tanto fallo tanta tetta e tanto culo per imenei quasi celestiali


II

Qui: altrove tutt'altro guarda quell'apertura che inonda di luce la stanza vuota, là si trova la quiete, dal vuoto dello spirito la luce, che è l'infanzia della tenebra, in un contrappunto ed un controcanto nell'unico contraltare
La stanza che da sé si canta e vuota splende, una stanza in cielo


III

Guardate nella stanza chiusa, la stanza vuota
Dove nasce la luce, abaco la parete un segno che sparisce
il corpo


IV

Sussiste un algoritmo- lieu nul, vi si decifrano sirventesi
Ancora da scrivere e la sommità ne fiorisce in cuspidi
Al sommo e alla radice dell'albero cosmico, quale luce vi balla
Eppur sta ferma ,a che velocità altrettale seme fluisce l'ora su
E giù per meandri tube gole condotti trombe lungo i rami tutti e foglia per foglia ed ogni foglio
Una parete ,una pagina che estinguendosi cresce su sé stessa
In una metrica smisurata, abaco il foglio ed il segno sul muro


V

La parete dentro la stanza
Un abaco la parete
Dentro la parete una danza
La stanza un abaco a venire libri d'ore ove
Dilettosamente finiscono i tempi in un niente
Di niente


VI

"ORDINA IMMEDIATAMENTE LA PARTENZA. SE LA
MORTE SI AVVICINA DECAPITATELA.":
epifania di uno sguardo
innamorandosene scorrendo il passo in un soffio sospeso un viso
un quadro mai visto la metrica inventata di un evento smisurato
il simulacro di un volto- da che iridi promanasse o in quali si
riflettesse il vuoto luminoso che seta fluttuasse in quale
tenebra ove si posassero ceneri e polvere donde sorgono fenici
ne resta un segno sul muro il volteggio d'una chimera:


VII

(il sublime è adesso)
il bianco al centro vuoto del foglio
di una parete di una tovaglia:
Ne irradiano incantazioni di là dall'acefalia sdoppiata ai
Lati e della piaga invisibile di amfortas dentro la
Parete invece un abaco un battito d'ala un soffio un passo
In sospeso qui ancora la morte e da che iridi emanasse il vuoto
Luminoso ed in quali si riflettesse la morte ancora qui
A tergo risuona il nome:
che pone termine alla morte- angeli proseguono e demoni
e maghe in un trasparire di seta un calare di tenebre su
sfarinarsi di gessi e tremolio di cere sussiste un algoritmo
-lieu nul l'opera è nel foglio ma il foglio non è nell'opera
abbozzo spaventevole essi stessi sui piedi seni sul
posto senza muoversi luogo nullo


VIII

Uno schizzo da paura seta che ricade
Nel vuoto del cosmo sorpresa senza veli fino
A quale azzurro essi stessi sui piedi seni dentro il foglio l'opera tutta
E il volteggio della chimera luogo nullo che estingue
Ogni scenario abaco di segni una musica vi giace le polveri
E le ceneri che trasvolano tornando fenici in vesti termine al
D'oro in vesti di fumo in vesti di luce in vesti di gloria fu
Effetto di matita su una bianca trama luminosa si da
Risultare invisibile sinuoso tratto di danza il volteggio
D'una chimera il guizzo d'una sirena un segno su un foglio la firma
Il nome, di colui che pone termine alla morte




anonimo cinese - epoca moderna